Calcio e omosessualità: scontro Mancini-Sarri, come se allo stadio valesse tutto.

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Calcio e omosessualità: avete rotto!

Calcio e omosessualità, Mancini-Sarri.

Chi l’avrebbe mai detto che in una grigia giornata di merda, avrei tratto delle soddisfazioni da due parole così lontane una dall’altra. Il mondo del calcio detto “professionistico”, o meglio, quello di serie A e B, è molto lontano da me, infatti io lo chiamo “mafia” in quanto organizzazione a delinquere. L’omosessualità sembra apparentemente lontana dal calcio, cosa del tutto fasulla nei fatti, esattamente come i campionati di serie A.

In questi giorni, sfogliando i quotidiani, nonostante non me ne importi nulla, sono comunque incappata nell’annosa questione Mancini-Sarri. Chi sia Sarri è un mistero per me, mentre Mancini, essendo stato giocatore della Samp e per un periodo “genovese”, è ben presente nel mio retaggio culturale. Però, questo “battibecco” tra i due durante la partita dei quarti di finale Tim Cup Inter-Napoli, ha acceso in me una speranza, quella che gli insulti omofobi e la questione “allo stadio e in un campo da calcio vale tutto”, vengano definitivamente spazzati via. Io non sopporto queste due cose. Mio figlio gioca a calcio, e fosse stato per me, adesso sarebbe un asceta praticante l’aikido, altro che pseudocalciatore, e non potrei sopportare che nessun insulto omofobo venisse rivolto contro nessuno in nessuna delle sue partite, nemmeno negli spogliatoi per sbaglio.

Prima di tutto mi dovreste spiegare per quale motivo un omosessuale non potrebbe giocare a calcio, gli manca una gamba forse? E comunque, ho visto gente giocare a calcio anche senza una gamba. Secondo, cosa vi fa credere che durante una partita di calcio le regole di educazione civica non debbano essere considerate, ed insieme a queste anche la costituzione e il codice penale? Perché tifosi credete che, visto che state andando o siete allo stadio, possiate urlare le peggio cose al vostro “avversario” o possiate dare fuoco a macchine, bar, negozi, motorini, possiate lanciarvi lavandini, o ammazzare di botte il tifoso dell’altra squadra? Credete davvero che questa cosa che vi stia più simpatica una squadra rispetto all’altra valga come un alibi per un delitto o un crimine in generale? No, non vale. Io non ho mai ucciso nessuno perché tifavo per gli sfigati a pallavolo a scuola in prima media, e vale anche per voi. Fatto sta che io che non sono tifosa e non vado allo stadio, ho questa visione delle cose: allo stadio le regole sono diverse.

Io penso sia una cosa tipicamente italiana, e anche Mancini ha detto che in Inghilterra Sarri non avrebbe mai più messo piede in uno stadio; comunque qui se ne parla e ci sono i pareri pro e contro, mentre questa discussione, in un paese civile, non dovrebbe esistere nemmeno. Nessuno deve insultare nessuno, per nessun motivo. Ognuno di noi ha diritto di essere ciò che crede, nel rispetto delle leggi.

Io non voglio mai più sentire nessuno inveire urlando “frocio”, mai più. E non voglio mai più avere la sensazione che in uno stadio dire “frocio”, “figlio di puttana”, “negro”, e tutte le altre diffuse accezioni razziste o non, siano considerate come un semplice sbotto di rabbia. Non lo sono. E gli sbotti violenti non sono comunque permessi, fuori come dentro ad uno stadio. Lo stadio non è terra di nessuno, è parte del sistema civile e regolamentato del paese in cui è stato edificato.

Vorrei sottolineare che ci sono anche tantissime persone che vanno allo stadio che sanno bene cos’è l’educazione e il rispetto, al contrario di molti altri, a discapito delle persone oneste e dei loro figli che vorrebbero guardare una partita di calcio e invece sentono insulti razzisti e omofobi volare da ogni dove e a volte assistono a veri e propri episodi di vandalismo e violenza fisica, a volte provando anche vera paura.

Quindi che fare? Non dovremmo nemmeno discuterne. Io sono stufa di pagare l’esercito per guardare partite di pallone, non si potrebbero seguire i modelli europei e cacciare dagli stadi chi delinque? Perché qui no? C’è forse sotto qualcosa che non ci permette di tenere fuori dallo stadio un minchione attaccabrighe?

Insomma, il binomio calcio e omosessualità non dovrebbe più essere un tabù, assolutamente. Ma soprattutto, un campo da calcio non dovrebbe avere speciali legislazioni, non dovrebbero esistere due pesi e due misure come se i crimini commessi allo stadio valgano meno di quelli commessi fuori. E bravo Mancini che una volta per tutte ha denunciato questa cosa.

Cerchiamo di scrollarci tutti questi malcostumi dalle spalle se non vogliamo parlare dei film di Checco Zalone come cultura. Perché in teoria Zalone sarebbe un comico.

 

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