Il Mio Compagno e Noi: Come Nasce un Grande Amore

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Il Mio Compagno e Noi: Come Nasce un Grande Amore

Quasi tutte le donne parlano della propria separazione dal marito come un periodo nero, duro, come di un fallimento. Io penso a quel momento come al migliore che abbia mai avuto.

Il matrimonio è stato un fallimento sì, e ho riflettuto molto su questa cosa, ho per anni messo in secondo piano la mia dignità pur di far andare avanti una famiglia che in realtà non è mai esistita. Non è mai esistita per me, durante quegli anni, la sensazione di essere al sicuro, di avere complicità, rispetto; ho solo fatto tutto ciò che potevo per far sì che chi mi era accanto fosse felice e sentisse di darmi quel poco di cui avevo bisogno; purtroppo non è mai accaduto.

Non entrerò nei particolari di quelli che ritengo i ricordi più mortificanti della mia vita, di tutto quello che mi porterò dentro e di come quel breve periodo mi abbia rovinato per sempre, ma che mi sarà sempre d’aiuto nell’affrontare il futuro e le difficoltà.

Il mio matrimonio non è solo stato un fallimento, ma anche il famoso portone che si apre dopo una porta chiusa. Mi sono risvegliata da quel torpore, da quella sensazione di schiavitù e rabbia che mi levavano il fiato, ho cercato di ricominciare e di farlo con le basi giuste, usando la testa e non il dovere.

Per mesi ho dovuto dividere lo stesso tetto col mio ex marito nonostante gli avessi reso nota la mia decisione da tempo e avesse una casa sua dove andare, un’ultima grandissima mancanza di rispetto, ma mi ero imposta sul serio di non fare più niente per lui, dovevo pensare a me e ai miei piccoli bambini; l’ho lasciato fare fino a che non ha capito che non stavo giocando, non ero più una cosa sua, che sapevo cosa fare anche da sola e che potevo allontanarlo per davvero.

Ho cominciato ad uscire, a fare amicizie nuove e a riprendere le vecchie, ho smesso di sentirmi sporca, sbagliata, inadeguata e ho imparato a darmi fiducia.

Quel periodo è stato estremamente delicato, sempre in bilico tra lo sconforto e la rinascita, un passo avanti e due indietro, un momento in cui ancora vivevo la frustrazione fortissima di aver sbagliato a dare credito ad un sogno che sapevo non si sarebbe avverato.

A distanza di tanti anni so che, dal momento in cui ho appreso di essere incinta, ho mentito a me stessa per convincermi che anche io e il mio bambino avremmo avuto una casa, una bella vita, semplice e serena; dentro di me ho sempre saputo che stavo sbagliando tutto.

Sono davvero tanti anni che convivo con questa colpa, dalla quale non riuscirò mai a liberarmi e che ha avuto ripercussioni sulla mia vita, ma soprattutto su quella dei miei figli, dalla quale non riuscirò mai a scappare, che ricompare come un fantasma ogni volta che qualcosa non va.

Il periodo del distacco è stato il più difficile, il più lungo, un dramma degno di una tragedia greca, con un solo protagonista e una spettatrice che, invece di sentirsi personaggio della storia, stava seduta a guardare, commentando con chi le stava accanto quanto stava vedendo.

Quella persona seduta vicino a me, in quel momento, rispettoso e silenzioso spettatore, non faceva che ascoltarmi e discutere il mio punto di vista e le mie emozioni. Quella persona è diventata col tempo, la più importante.

Non saprei dire qual è stato il momento in cui ho capito che quell’uomo che prima era un semplice amico, poco frequentato e abbastanza sfuggente, di poche parole e mai fuori luogo, era ormai diventato un punto di riferimento e un sostegno di cui non riuscivo più fare a meno.

Prima che riuscissimo a capire che forse avremmo potuto concederci il lusso di essere una coppia è passato tanto tempo; sono passati mesi di notti in bianco, di discussioni, pianti e abbiamo vissuto davvero tanti momenti di sconforto e di sfiducia nel fatto che le cose si sarebbero mai sistemate.

Lui è un ragazzo semplice, vero, reale, con un’intelligenza fuori dal comune e con grande consapevolezza, con un rispetto profondo per me e per i miei figli che ama come fossero suoi e che lo vedono con un genitore, perché si comporta come tale: non manca mai di chiedere come sono andate le nostre giornate, come va la scuola, di aiutarci tutti a raggiungere i nostri obiettivi, piccoli e grandi. Prima di incontrare i bambini ha voluto essere certo di avere delle reali possibilità di vivere una vita così piena di responsabilità e, con sincerità e buon senso, ha fatto un passo indietro quando sentiva di non essere pronto.

Così è nata una delle più belle storie d’amore di cui abbia mai avuto notizia: quella  tra i miei figli e il mio compagno.

I miei ragazzi sono molto diversi uno dall’altra: il maschio, più grande, è anche molto fragile, estremamente sensibile e drammatico; sempre sorridente, gentile ed educato con chi gli sta intorno e cupo, scorbutico e arrogante con me; la piccola è una delle persone più intelligenti che conosca: svogliata, scontrosa, sempre sulle sue e silenziosa con gli altri, ma coccolona, dolcissima e mai zitta con me.

Il loro rapporto col mio compagno è stato da subito buono, anche perché abbiamo avuto cura di costruirlo mattone per mattone, senza forzare la mano, lasciando che fosse il tempo a suggerire le mosse; non c’è voluto molto perché il fidanzato della mamma diventasse per loro un grande amico su cui contare, per andare a dare due calci al pallone o per cercare di capire quel problema di matematica che non viene, ma anche un punto di riferimento, un consigliere.

La piccola è da sempre “in conflitto” con lui: essendo entrambi custodi di un ego incommensurabile, passano intere giornate a guardarsi male o a battibeccare per piccole cose sciocche, nessuno dei due vuole mai cedere la ragione, insomma un rapporto che sembra freddo ma che in realtà è fatto di grande amore, stima, calore, il tipico esempio di “chi disprezza compra”.

Il ragazzo ha un affetto per il mio compagno che chiunque può vedere già da come lo guarda, da come gli parla; una sconfinata fiducia, che lo fa sentire al sicuro, che negli anni ha provocato dentro di lui un conflitto che lo ha portato a sentirsi in colpa nei confronti del padre. Si è abbandonato a questa meravigliosa e innocente relazione di sano amore e ammirazione, ha trovato nel mio compagno la figura di un genitore e un amico per cui si ha grande rispetto e riguardo, ma di cui si teme il giudizio e la mancanza.

Inutile descrivere la mia incredulità di aver trovato un uomo così grande da amare due bambini come fossero i suoi, senza remore, rimorsi o limiti; ha lo sguardo tenero e fermo di un padre, un’ammirazione e un orgoglio nel vederli crescere e compiere passi avanti senza mai scavalcare il limite di rispetto e ruolo nei confronti del vero papà, la frustrazione e la rabbia di non riuscire a risolvere i problemi per loro. Si prende tutto, il buono e il brutto, le giornate passate in giro a ridere e quelle nere a casa a studiare o a litigare.

Questa grande storia d’amore tra noi quattro, è decisamente la cosa più preziosa che abbiamo, un inaspettato dono di cui dobbiamo prenderci cura tra mille difficoltà, problemi, gioie e novità; è il motivo che mi fa ancora sorridere quando vado a letto la sera, mi fa sentire fortunata a potermi stringere ad una persona così rara e bella, che ha scelto di starci accanto nonostante tutto.

Mi sono ripromessa di pensare a questo “miracolo” ogni giorno, anche quando sono incazzata col mondo o con lui, quando sono stanca, demoralizzata e sfiduciata, perché mi sentivo così anche 7 anni fa, ma ero sola ad affrontarlo, ora non più.

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3 thoughts on “Il Mio Compagno e Noi: Come Nasce un Grande Amore

  • 26/10/2015 at 14:00
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    Sara, sono sincera, mi hai fatto venire gli occhi lucidi. Sentire che due persone hanno trovato il loro equilibrio e la loro serenità completa, rende felici… Grazie…

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  • 31/10/2015 at 23:22
    Permalink

    l rapporto tra due persone è fatto di piccoli mattoni che saldati insieme formano una costruzione solida. Quello che hai descritto è proprio questo. Rispetto, fiducia e ancora rispetto.
    Sono veramete lieto che tu abbia trovato la persona giusta per te e per i tuoi fighli.

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