Frequentatori di Facebook di Merda: Gli Indignati

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Frequentatori di Facebook di Merda, parliamo di: Gli Indignati!

I Frequentatori di Facebook di Merda sono la nuova categoria che ho deciso di esplorare e demolire. Anche loro verranno divisi in sottocategorie (accetto suggerimenti). La prima su cui vorrei fare il punto è quella de Gli Indignati.

Che bello quando la mattina, già alle 6.30, c’è qualcuno che si indigna per qualcosa a caso.

Generalmente Gli Indignati sono dei caproni che usano i social networks per sfogare la propria frustrazione e per apparire agli altri informati ed esperti.

Si, carissimi, perché Gli Indignati credono davvero di avere le caratteristiche intellettive e culturali per disquisire di qualsiasi argomento: politica, sanità, stili di vita, religione, problemi di diritto internazionale, economia. Purtroppo, tutto quello che conoscono lo leggono nei titoli di post di giornali on line come “Il Fatto QuotiDaino”, “Il Corriere della Sega”, “Quando c’era Lui” e via discorrendo.

Gli Indignati riescono a capire tutto e a trarre una conclusione dalle tre parole che appaiono nella timeline di Facebook, non aprono nemmeno il link, ma lo condividono subito. Quindi succede che già alle 7 del mattino io vorrei sterminare metà del popolo social.

“L’ISIS uccide tutti i gatti della penisola araba, condividi se vuoi che tornino a casa loro”, correlato di fotografia fatta il più delle volte ad arte con Photoshop pure male, di 25 anni fa e con una persona a caso in un luogo per nulla pertinente al titolo, che peraltro, ha mille errori storico-culturali in quattro parole. E sopra il loro commento: “poi dite che non e vero che sono bestie i mussulmani che vadano a casa loro che schifo e nessuno fa niente e noi muoriamo di fame vergognaaasaa” (no punteggiatura e errori grammaticali fanno parte integrante dei loro post).  Oppure “Pinco Pallino guadagna 450000 euro al mese per andare in Parlamento 3 giorni, tu la pensione invece non la vedrai mai perché lui te la sta rubando, condividi se vuoi mandarli tutti a casa”, sempre con foto di uno scemo a caso seduto su una Ferrari che passava per sbaglio davanti a Montecitorio e scritte cubitali in giallo sopra. Commento: “bisogna amazarli tutti a casaaaa!11!1!”. Questi sono due tipici esempi.

Gli Indignati non si limitano solo a condividere, fanno anche commenti sotto il post originale augurando la morte a tutti, soprattutto a quelli che scrivono che quelle robe lì sono bufale giganti. Insultano a ruota libera e spiegano anche dettagliatamente i motivi per cui “gli fa schifo tutto”: sono tutti ladri, i musulmani sono brutti, sporchi e cattivi e comunque, premetto, non sono razzista, sono loro che pregano un dio diverso e hanno un colore della pelle diverso dal loro. Qui non c’è più posto, non c’è lavoro, non ci sono soldi, un povero è pericolosissimo.

Ma chi sono Gli Indignati? A parere mio sono semplicemente analfabeti funzionali e ignoranti, persone che hanno come riferimento culturale Paolo Del Debbio e Studio Aperto. Persone che non sanno nulla e non pensano a nulla, perché tanto trovano già un pensiero fatto su Facebook e non si impegnano a crearne uno proprio. Sono persone, il più delle volte, che vorrebbero avere di più dalla vita, che magari si fanno il mazzo da anni lavorando in cantiere o in fabbrica, che sono stufe e stanche, ma che non si sono mai preoccupate di capire cosa succede nel mondo davvero e non si rendono conto di farne parte.

Gli Indignati si schifano di tutto e di tutti, non vanno a votare ai referendum perché tanto non cambia niente, anzi non vanno proprio a votare mai, tanto sono tutti ladri, uno peggio dell’altro. Evidentemente secondo loro per cambiare le cose basta condividere un post e scrivere due frasi sgrammaticate sui social, che non sanno nemmeno usare granché bene.

Gli Indignati però esistono quasi solo sul web. Perché quando poi ne incontri uno per strada o in negozio ed esce fuori l’argomento “ISIS”, “sterminio di gatti”, “parlamentari e forconi”, “immigrati”, quando capiscono che tu hai il tuo parere articolato e sensato, ti danno pure ragione, anche se non ci credono. Si trovano spalle al muro perché poi dovrebbero pensare a come contraddirti ed è troppo faticoso. Di solito con i politici ce l’hanno lo stesso anche dal vivo, ma è l’unico argomento si cui si sentono di uscire allo scoperto visto che ultimamente, che rubino tutti, è pensiero largamente condiviso.

Carissimi, vi siete mai chiesti come cambiare le cose? Perché sapete, l’olio di palma, per cui vi state indignando da giorni, lo mangiate da quando siete nati e nessuno ha mai battuto ciglio, vi mangiate le patatine fritte nell’olio motore del Mc Donald’s da decenni e tutte quelle rumente Mulino Bianco che per come ce le presentano, non contengono più nessun ingrediente, solo additivi chimici, ma c’è il lievito madre! I politici rubano da quando è nata la Repubblica, la pensione non la prenderete perché vostro nonno e vostro padre se la stanno godendo da 80 anni dopo averne lavorati 10, gli immigrati ci sono sempre stati, solo che non era il momento di parlarne. Incazzatevi pure, ma fate seguire alla rabbia e all’indignazione idee personali, documentatevi seriamente, non su Lercio. Ah, non è che tutte le persone si possano classificare in “comuniste” e “fasciste”, esistono anche altri termini nel vocabolario, sempre ammesso che sia davvero così necessario etichettare la gente.

Insomma che a me Gli Indignati mi hanno veramente scassato le balle. Insieme a tutto il popolo di pecore beone che vorrebbe spiegarmi come gira il mondo senza che abbiano mai aperto un giornale vero, magari straniero, senza che abbiano mai usato il cervello un minuto. Ma loro lo sanno. Beati voi che siete così sicuri di aver capito tutto, mentre venite usati come un giochino da chi vuole farvi credere che tanto…non cambia niente. Io ne farei un bel post su Facebook da condividere se vi siete incazzati.

 

 

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