Genitori e diversità: quando tuo figlio non è come immaginavi

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Prima o poi arriva per ogni genitore, quel giorno in cui capisce che suo figlio non è affatto come lo immaginava.

Io non credo di aver mai pensato che il mio bambino fosse un sogno, meglio degli altri, un angelo, eppure in tanti hanno questa convinzione per anni e anni, forse perché il pargolo passa più tempo con la tata, l’istruttore di nuoto e tai chi che con mamma e papà. Poi un giorno senti quel meraviglioso esserino urlare “porca troia” ai giardinetti perché gli è caduta la merendina ed è lì che hai l’ illuminazione: anche quel tesorino guanciottoso è uno stronzo come tutti gli altri. Da quell’ istante in poi ti si palesano tutti i suoi difetti: le dita nel naso, la canala che esce dalla tuta mentre si gratta il sedere, le parole che nemmeno un galeotto direbbe, il fatto che non si pulisce mai dopo aver fatto pipì e non tiri mai la catena, il considerarti una serva, la superficialità a scuola e altri milioni di particolari che ti fanno saltare i nervi come i miniciccioli a capodanno, che siano maschi o femmine non cambia.

Per una mamma è un giorno infausto, che le cambierà la vita, quello in cui scopre che suo figlio non è né come lei, né come lei vorrebbe. Comincia un’ esistenza votata a giustificare la pochezza di un bambino che manco sa tirarsi su i pantaloni, inventando che è un genio o un campione in tutto, tranne che nelle cose che fanno anche le scimmie (questo ovviamente lo omette); si autoconvince che tutto vada bene, che quel ragazzo sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’ America e avrà la figlia perfetta di Olivia Pope come amante; va avanti per la sua strada, col sorriso più finto e digrignato che ci sia e rughe da stress che potrebbero creare un lago artificiale in caso di pioggia da quanto sono profonde.

Si perchè è davvero difficile per un genitore ammettere che le cose non stiano andando come si sperasse, ci si può ridere su, quando il proprio figlio è goffo o un po’ viziato, ci sono casi in cui si deve chiedere aiuto.

Chiedere aiuto è una delle cose più complesse al mondo. Quando si capisce che davvero il proprio figlio ha qualcosa che non va, prima di ammetterlo a sé stessi, ci vuole tempo e davvero tanto coraggio; idealizziamo sempre i nostri figli come sani, perfetti, crediamo che gli basterà seguire i nostri consigli per diventare grandi persone, sottovalutiamo tante cose; prima di tutto, non consideriamo mai che loro non sono noi, non sono semplici  pezzi di pongo da plasmare, sono persone vere, con una certa indole e con un proprio carattere. Hanno emozioni e sentimenti forti, a volte diversi dai nostri, che non sempre capiamo; ci sembra impossibile che un bambino possa essere depresso, stressato, isterico e per un genitore il senso di colpa nel vedere il proprio bambino infelice, è qualcosa di mostruoso, un supplizio di Tantalo. Purtroppo esiste anche la possibilità che nostro figlio abbia problemi di salute o disturbi dell’ apprendimento, della percezione del mondo e degli altri; stimo profondamente le mamme e i papà che affrontano la sfida di crescere un ragazzo di cui comprendono poco e di cui non possono del tutto capire il punto di vista; possono solo immaginarlo, studiarlo, osservarlo e aiutarlo a vivere nel suo mondo il meglio possibile, cercando di essere ospiti discreti e rispettosi.

Conosco tanti genitori che non vogliono vedere i problemi del proprio figlio, di nessun genere, che siano maleducazione e arroganza, che siano autismo, disturbi del comportamento e depressione; non solo, vedo un atteggiamento molto diffuso di pregiudizio e discriminazione rispetto a quelle famiglie che invece hanno avuto il coraggio di prenderlo a schiaffi il proprio problema, che non hanno paura di mostrarsi vulnerabili, imperfetti. Vedo gli sguardi impietosi nei confronti di ragazzini che combattono ogni giorno con un proprio modo di essere che vorrebbero con tutta l’anima cambiare, che si sforzano di essere “normali” ma non sempre ci riescono; li vedo additati, derisi, li vedo anche duramente attaccati da persone che si definiscono “adulte” e che purtroppo, sono genitori a loro volta.

Io non me la sento di parlare di quelle persone che non hanno nemmeno quel poco che basta per capire che chi ha bisogno di aiuto, vada aiutato e stimato nel caso abbia dovuto ammetterlo, per il coraggio e per la dignità, soprattutto quando a chiederlo è un bambino. Se quella stessa gente si vedesse da fuori, si farebbe schifo, se si fermasse a pensare per un attimo ” quello potrei essere io o mio figlio” forse agirebbe in un altro modo.

Io oggi voglio solo lodare chi ha la forza di essere sé stesso, voglio lodare quelle mamme e quei papà che vedono il loro bambino così diverso da come lo avevano immaginato, che possono solo stare a guardare e perseverare nell’ aiutarlo a portare il peso di quello che è, che gli schiaccia le spalle e lo butta a terra; voglio lodare quei genitori che ogni giorno devono guardare il proprio figlio piegato dalla propria condizione e che devono trovare la forza di accettarlo e di aiutarlo a rialzarsi e a stare in piedi diritto, da solo. Avete mai provato ad immaginare lo strazio? Uno strazio a cui non ci sia abitua mai. Perché un bambino infelice è la peggiore sciagura che il mondo possa vedere, figuriamoci se a vederlo è una madre o un padre. Perché un bambino autistico ha spesso dietro un eroe senza mantello e superpoteri che non ha mai tregua, che ha davanti un mondo diverso di cui vorrebbe poter fare parte, ma difficilmente ci riuscirà. Perché mentre ci sono genitori che nonostante tutto, ogni mattina, si alzano e ripartono da capo, ci sono anche quelli che da lontano pensano che poveretti, se i figli sono così è perché non sono stati bravi come loro.

Il giorno in cui una mamma e un papà scoprono che il loro bambino non è come lo immaginavano, cambierà per sempre la vita di tutti e tre.

Comments

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6 thoughts on “Genitori e diversità: quando tuo figlio non è come immaginavi

  • 15/10/2015 at 13:57
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    te vuoi farmi proprio sciogliere in lacrime!!

    Reply
  • Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.10.15 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  • 16/10/2015 at 18:04
    Permalink

    E’ vero quello che scrivi ma molto dipende da noi genitori fin dal primo momento che entra nella nostra vita. Certamente ha un suo carattere e una sua indole ma quando fingiamo di vederli, quando li assolviamo per qualsiasi cavolata che fanno in casa, fuori e a scuola, beh! diciamo che le rogne le abbiamo cercate.

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    • 16/10/2015 at 18:54
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      Certo, noi nei primi mesi e anni abbiamo grandi responsabilità, ma poi i bambini diventano grandi e la loro personalità spesso li fa diventare diversi da come vorremmo

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      • 16/10/2015 at 20:35
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        Senza dubbio, lo crescono. Però se fin da piccoli hanno fatto il bello e cattivo tempo, dopo è praticamente impossibile dare suggerimenti.

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