Genova e la Musica Live: no, non è una battuta.

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Genova è la mia città, città che ha dato i natali a grandissimi cantautori e musicisti, che hanno lasciato segni indelebili nella storia della musica e della cultura. Genova è una città d’ arte, qui tutto è arte: una spiaggia, un vicolo, uno scorcio sul mare, un paesino dell’ entroterra, e c’è un’ arte in cui i genovesi eccellono oltre alla musica d’autore: il mugugno. Siamo famosi in tutto il mondo per la pigrizia e l’incoerenza del lamentarsi senza risolvere mai i problemi, infatti da circa 40 anni, ogni volta che piove, ci allaghiamo e ci lamentiamo, ma non è che sistemiamo le cose, spaliamo fango tra un belin e l’altro.

Così funziona anche con la musica dal vivo e l’arte in generale: belin, a Genova non c’è mai niente da fare, belin che città di vecchi, solo funerali, allo stesso tempo però, belin, la musica sotto casa no, belin fanno la festa di quartiere e devo togliere la macchina, io la lascio lì e si arrangiano, così non fanno niente. Si perchè noi amiamo l’ arte, siamo quasi tutti artisti, musicisti, pittori, ma tra le mure di casa nostra, perchè fuori diventa business e al genovese il business lo fa prendere male, anzi spesso lo fa proprio incazzare. Ebbene si, per quanto riguarda il business della musica live, anche io voglio esprimere il mio mugugno con incazzamento, non solo in quanto cittadina, ma anche in quanto cantante, artista mi pare troppo.

Ci sono tanti locali a Genova dove esibirsi (ho già il sorrisino acido e amaro), ottobre è il mese più movimentato per l’ambiente, si apre la stagione invernale, vengono fuori i nuovi e i vecchi nomi dove tentare l’ingaggio, la concorrenza diventa spietata.

Ad ottobre esce sempre fuori il supercomunicato,quello del nuovo locale. Quello che salverà le sorti della musica genovese.

Ogni anno ogni ottobre spunta fuori un posto dove tutti i musicisti sono fratelli, dove la loro dignità e professionalità sarà al primo posto, dove chiunque vorrebbe suonare, e trovare il calore di una famiglia, dove trovi i migliori impianti, fonici, baristi, chefs, le birre più buone e la gente più bella, i gruppi più nuovi e migliori.

Ogni anno ogni ottobre sono sempre le stesse persone che aprono il locale che ci redimerà dall’aver ascoltato musica brutta prima, sempre gli stessi. Potrei mettermi qui e scrivervi quali saranno le bands che troverete nei locali genovesi la prossima stagione, e sapete perchè? Perché sono sempre le stesse! E sapete qual’è la cosa più bella? Che queste bands suonano solo musica di altri.

A Genova esiste una sorta di omertà su questo argomento, tutti ne parlano di nascosto, perché se ti sentono “loro” non suoni più da nessuna parte; la verità è che tutti i musicisti “loro” li prenderebbero a calci nel culo, non solo perché sono anni che invadono la scena musicale con le stesse cose banali, trite e ritrite da decenni, ma perché sono arroganti, pieni di sé e hanno stabilito un dominio per cui solo chi vogliono “loro” suona, e solo se fanno guadagnare; via la musica originale, via la musica d’autore, via il lato creativo della musica, solo ballare e guadagnare. Io non ho questo problema, perché non essendo amica “loro” non suono proprio mai, non nella mia città e non nei loro locali; figuriamoci dopo aver scritto tutto ciò, sarò molto probabilmente messa alla pubblica gogna  ed esiliata, ma me ne frego, ho raggiunto la pace interiore. Queste persone, che si definiscono artisti, non riescono più a suonare da nessuna parte, vedi per le irragionevoli richieste economiche, vedi perchè hanno rotto il cazzo (quando ci vuole..), quindi ovviano al problema prendendosi direttamente un locale, dove “loro” e i loro amici possono divertirsi un sacco. I “loro amici” sono quelli che ne parlano peggio, perché sanno come funziona, ma pubblicamente dipingono questa nuova realtà come un mondo di unicorni, dove non serve l’acido per godersi i Pink Floyd, dove la birra ha un gusto diverso, l’impianto spacca di brutto, le luci mai viste così belle e le cameriere sono fighe, tutto perché sarebbero mandati al confino e fuori dalla popolarità trash che viene loro offerta. Nessun musicista entra nel “loro” locale perché gli fa piacere: o ci va a sentire qualche conoscente, o ci si trova per sbaglio, perché se poi incontra la “direzione artistica” cominciano a venirgli i conati di vomito, e vorrebbe essere ovunque, tranne che lì a far finta di stimare chi ha davanti, a trattenere quella voglia di dare delle manate al pallone gonfiato.

Siccome sono sempre sincera, i gruppi sono quasi sempre molto bravi e alcuni anche umili, si trovano lì perché fanno entrare tanti soldi nella cassa, e entrano quindi di diritto anche sotto le ali protettrici della casta; non ne sono tutti complici, ma la situazione della musica dal vivo di Genova spesso non permette di storcere il naso o di fare questioni di principio, proprio per questo mi innervosisco: questi posti sono macchine da soldi che non hanno assolutamente niente di artistico, hanno egoismo e business dietro, e hanno come contraccolpo la morte delle piccole e sane realtà che prediligono la musica innovativa, d’ autore, anche le cover band, ma quelle originali, che hanno un certo stile.

Dico la verità,forse anche io andrei suonare da “loro” se me lo chiedessero, ma non succederà, io non canto in una cover band; la cosa che più mi fa innervosire di questa cricca, non è tanto la voglia di guadagnare o la casta che si sono creati, quelli sono fatti loro, ma è l’arroganza, la presunzione: se vendi una cosa, la devi chiamare cosa, se fai suonare i tuoi amici e il tuo gruppo, se fai venire solo cover band ad esibirsi nel tuo locale, non salvi la musica, ti compri la macchina nuova e dai da bere champagne al tuo ego.

Vorrei anche fare ai salvatori della musica genovese un appunto su come utilizzano facebook. Come credo sappiate, ognuno ha il diritto di esprimere il proprio parere, anche diverso da vostro; giustamente su una pagina o un gruppo bisogna filtrare, altrimenti si cade in una spirale di incomprensione, battibecchi sterili e insulti, questo non significa che chiunque esprima un pensiero negativo su di voi o il locale, debba essere ammazzato di insulti, screditato, bandito dal pianeta. Per concludere questo mio sfogo, che credo l’80% dei musicisti genovesi condivida, vi dico una cosa “profeti del rock”, fate delle grandissime figure di merda e non ne sapete neanche uscire tanto bene. Godetevi il momento. Sappiate solo che state sul cazzo a mezzo mondo e c’è poco da andarne fieri, scendete dal piedistallo che vi siete costruiti sulle spalle di altri, vi auguro buona musica!

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