La caduta dei miti: il figo del liceo su Facebook dopo 15 anni

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Un classicone dell’adolescenza è sempre stato sbavare dietro al figo del liceo.

Il figo del liceo era colui che piaceva a tutte e che non cagava nessuna.

Una figura mitologica, l’irraggiungibile, la perfezione.

Era quel ragazzo che tu, sulla porta della classe con le tue amiche, osservavi camminare con un portamento esemplare, col sorriso luccicante, i capelli sempre in ordine e i vestiti mai sbagliati. Era rappresentante d’istituto, era il pr della discoteca pomeridiana che smazzava gli inviti a tutti, era un vip.

Tutte concentrate a fissarlo con lo sguardo ebete, trepidanti, lo guardavamo procedere verso di noi lungo il corridoio, sperando che ci salutasse, che ci facesse l’occhiolino, e invece lui sistematicamente ci passava davanti senza degnarci di un’occhiata, dritto verso la sua cricca di amici, l’élite della scuola, la compagnia dove tutte sognavamo di entrare. Lui invece godeva a lasciarci fuori, ridacchiava con i suoi assistenti pensando a quanto eravamo sfigate noi e troppo bello e importante lui.

Il figo del liceo non era uno solo, ne avevamo due o tre al massimo, sempre più grandi e sempre con delle fidanzate fighissime, ricche, anche loro ammirate e invidiate da tutti, sogno erotico di ogni maschietto sfigato e antagonista delle ragazze normali.

Non ha mai fatto investimenti sul futuro il figo del liceo, non ha mai compreso che si, forse noi 14enni avevamo qualche brufolo in più, non conoscevamo il significato del buongusto nel vestire, non si capiva molto bene se fossimo bimbe, ragazze, quali fossero le nostre forme, che odore strano ci portassimo dietro, ma eravamo pronte a dedicare tutte, proprio tutte noi stesse a lui. Avevamo tanto da dare.

Quante fantasie irriproducibili abbiamo fatto su di lui. Sognavamo porcate, ma anche romanticherie. Perché a 14 anni, ci credevi sempre, non smettevi mai di immaginare il ragazzo perfetto, ma eri ostaggio degli ormoni violenti; studiavi ogni modo per arrivare a lui e nei momenti in cui ti rendevi conto che tanto non ti avrebbe mai filato di pezza, ti saresti accontentata anche solo di poter dire di essere amici, di conoscervi, giusto per avere una referenza nel difficile mondo degli adolescenti bastardi.

Sono passati 14 anni da quando mi sono diplomata. Ora, io non sono mai stata una gran figa fuori, ma dentro si, quindi devo dire che ad un certo punto della mia esperienza alle superiori, ho anche capito che potevo fare a meno del figo del liceo, che se non aveva intenzione di conoscermi, era di certo lui a perderci. Nonostante ciò, gli sbavavo dietro lo stesso. Ma con meno disperazione e tormento. E ho conservato una certa voglia di rivalsa nei suoi confronti nel tempo.

E adesso, abbiamo Facebook, ed ecco che la sua vera utilità si palesa, quando un lunedì mattina, prestissimo, la tua compagna di sbavamento sulla porta dell’epoca, ti manda via whatsapp la foto di quel figo del liceo che tanto avevamo adorato e sognato di slinguare fino a non riuscire più a deglutire e lui è ORRIBILE.

Che gioia signore, quando il karma sembra aver capito come deve funzionare.

Tu, stronzo che mai ci hai degnate di più di tre parole, adesso sembri un 50enne, sei gonfio, con una moglie sciatta, sei sfatto. Nessuna traccia dei bei capelli e del sorriso smagliante. E noi invece andiamo ancora fortissimo, sembriamo ragazzine e gli uomini ci corteggiano ancora di brutto!!! Suca!!!!

Trovato il figo del liceo numero uno e finalmente saziata almeno una parte di risentimento, ne abbiamo scovato un altro, quello un po’ maledetto, bocciato 40 volte e casinista. Lui in effetti non è cambiato molto nell’aspetto, ma è rimasto pivello anche nelle attività cerebrali, insomma, è un coglione. Ma la cosa più interessante di lui è la fidanzata attuale, anche lei con evidenti problemi di anacronismo. Una bambola. Una di quelle ragazze che su instagram e facebook ha il trucco perfetto, non ha un’ imperfezione, ma sembra uscita da un blocco di fimo. E’ imbarazzante nelle pose, nelle espressioni, ha il contorno delle labbra fatto con la matita fuori da quello vero, è pitturata come se fosse in televisione. E secondo me c’è andata sotto con le punturine. Dal vivo invece è una piccola Moira Orfei, con capelli cotonati e le extension rovinate, una faccia con colori dati a cazzuolate e sbavati. Un pelino troppo ecco. Forse lei, dopo 15 anni, non si è ancora rassegnata all’idea che insomma, la scuola l’abbiamo finita e non ti regalano gli orsetti che tengono in mano i cuoricini ogni tre botox. Che porca miseria, quando vai in giro per strada non hai un filtro da piazzarti sul viso.

E anche qui, abbiamo goduto. Te la meriti la malata di like col make up preso da un tutorial del Cirque du Soleil. Per tutta la vita sarai ospite delle sue pose del cazzo.

Carissimo figo del liceo, ti ringrazio per le bellissime emozioni che ci hai regalato, per averci fatto battere il cuore e non solo, per averci traghettato nel complesso mondo delle fantasie sessuali, per averci fatto sentire brutte, inguardabili e non degne di te. Adesso ti alzo il dito medio e non te la darei nemmeno usando quella della mia peggiore nemica e anzi, mi chiedo come sia potuto accadere che mi piacessi in passato.

Nella vita purtroppo la professione di figo del liceo non esiste, mi dispiace, ma esistono quelle come me che si prendono le proprie piccole rivincite, anche quelle stupide, tipo guardare una tua foto e pensare che adesso sono sicuramente molto meglio io di te. E non solo fuori. Anzi, lo ero già a 14 anni!

 

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