Io (Sara e Nowaytobeme) e i social media

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Io e i social media abbiamo un ottimo rapporto: ci vogliamo bene, ci stimiamo e non litighiamo quasi mai. Purtroppo non posso dire la stessa cosa dei frequentatori dei suddetti.

Io adoro i social media, ma sembra non si possa dire, sembra che sia un’onta, una volgarità utilizzare spesso questi nuovi mezzi di comunicazione: se usi facebook sei un troglodita ignorante e senza cultura, se usi instagram sei vanitoso, l’unico che forse si salva tra i più conosciuti è twitter, perché in Italia non tutti lo sanno usare e solo gli illuminati lo seguono.

Per me, il concetto di essere in contatto diretto con tutto il mondo in tempo reale, il fatto di poter scorrere facilmente tra i pensieri, le idee e le notizie che arrivano da lontanissimi luoghi o culture è entusiasmante, eccitante e anche una grandissima opportunità di conoscenza e divulgazione.

Mi piace l’idea di poter condividere e immortalare momenti bellissimi, amicizie bellissime, posti magici, ma anche sentimenti, tutti, dalla rabbia, alla felicità, dall’amore alla tristezza. Talvolta amo esprimere pungenti e acide considerazioni sul resto dell’umanità, che sempre più spesso mi ispira post non proprio amichevoli.

Uso molto Facebook, è stato il primo social media che abbia utilizzato e conosciuto: mi ha aperto a nuovi e proficui rapporti, mi aiuta col lavoro e mi tiene in contatto con persone che per motivi logistici vedo poco o mai, persone che avevo perso, ma che non avevo dimenticato. Uso Instagram, anche se non moltissimo, semplicemente perché non sono una grande fotografa e non sono fotogenica, leggo molto twitter, ma scrivo poco (troppi pochi i caratteri utilizzabili per una logorroica come me); marginalmente ne utilizzo altri, più che altro per promuovere i post del blog, come Pinterest e Google +.

La semplicità ingegnosa dei social media è meravigliosa, ma come tutto ciò che è libero, ha pregi e difetti.

Credo di essere una buona utilizzatrice, sono sempre rispettosa nelle risposte, nei post, a volte provocatoria, ma proprio per sollevare reazioni. Quella che si legge sui miei profili sono io, nella vita di ogni giorno e con gli stessi valori, con lo stesso rispetto per il prossimo e con le mie convinzioni.

Per una blogger i social media sono fondamentali, ma anche una selva oscura, piena di pericoli e trabocchetti. Il mio blog non è molto conosciuto, ma tessendo rapporti (a volte positivi, a volte anche no) con altre bloggers, mi sono accorta che si è creato un ambiente un po’ teso, fatto di sospetti, invidie, furti di lavori, litigate e cricche. Tutte cose di cui io non mi accorgo mai fino a che non mi vengono palesate. E di cui francamente non m’interesso affatto per non dire sticazzi. Certo ho anche fatto anche incontri fantastici e ho imparato davvero moltissimo attraverso gli altri blog.

Leggere pensieri, abitudini, idee diverse dalle mie ha allargato i miei confini, ma mi ha anche spiaccicato in faccia le peggiori debolezze e le più grandi oscurità degli esseri umani.

I social media sono lentamente diventati un campo di battaglia, sia professionalmente che ideologicamente e umanamente. La violenza che traspare in commenti e post è diventata virale ed è lo specchio di un mondo marcio, fatto di paura e di voglia di giustizia marziale, questo è l’unico aspetto che mi disgusta.

Poi certo, a volte mi faccio delle domande molto più frivole, ad esempio su come molte bloggers o anche persone normalissime che incontro dal macellaio possano avere dei profili tanto meravigliosi, sembra quasi si portino dietro uno schiavo per scattare loro foto in ogni momento della giornata, anche quando vanno a fare la cacca. Mi chiedo dove trovino il tempo per curare così la propria immagine e quale sia lo scopo che spinge alcune donne (anche maschietti eh!) a piazzare su una foto mentre raccolgono una penna da terra (?!?). Forse far vedere il culo. Ma è lecito, lecitissimo anche fare sfoggio di sé, è giusto. Tutto dipende dal significato e dall’interpretazione che ognuno da ai social media.

Esiste anche una vasta popolazione di utenti che non reggo, come gli indignati a caso, i bufalari e quelli che condividono le bufale, i catenari e quelli che speculano sulle tragedie per guadagnare click. Anche i buongiornissimi mi mettono un po’ le mani nel sangue, sarà che mi sveglio sempre con l’umore di un elefante al circo.

La mia idea di come utilizzare i social media pare chiara: divulgare, condividere, imparare, confrontare, fare rete, il tutto il più serenamente possibile.

Devo dire però che ultimamente è diventato molto difficile mantenere la calma: da quando i social sono alla portata di tutti, tutti si sentono in dovere di sputare sentenze, di insultare, di esprimere pareri volgari, come se fosse un diritto essere persone di merda visto che esiste la libertà di parola. Questo ha reso davvero complicato coesistere. Molto spesso l’utente non si rende conto che chi scrive su un social è una persona vera, un figlio, una madre, un padre, amico di qualcuno, lavoratore e soprattutto essere umano con dei sentimenti e con il diritto di essere rispettato.

Non c’è il “liberi tutti”, non si può vomitare il male. Non è bello parlare di cose che non si conoscono come degli esperti, non è normale voler a tutti costi avere ragione o prepotentemente imporre il proprio parere su quello degli altri. Soprattutto, non è possibile assistere ad attacchi di una violenza inaudita anche verso persone che non si conoscono senza motivi plausibili, in realtà anche con motivi plausibili certi pensieri fanno venire la pelle d’oca. Soprattutto perché chi riesce ad immaginare certe cose, augurandole al prossimo, è un potenziale criminale, fa schifo, orrore e purtroppo, ce ne sono tanti, tantissimi, alcuni magari sono insospettabili vicini di casa. Questo mi spaventa davvero.

Il buono che i social media hanno fatto e potrebbero fare se utilizzati correttamente è ormai sovrastato da questo becero aspetto: il dilagare della violenza e la triste presa di coscienza che dietro alle tastiere ci siano delle persone che riescono a produrre pensieri tanto malvagi  e che camminano tra di noi ogni giorno.

Io continuerò ad usarli, nel modo migliore. Voglio sfruttare al meglio l’opportunità che la tecnologia ci ha dato mettendoci il mondo in mano, dimostrando che si può essere critici, acidi, noiosi, lagnosi anche in modo positivo. Almeno ci provo.

 

Da un’idea di puramentesally , su facebook puramentesally

 

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2 thoughts on “Io (Sara e Nowaytobeme) e i social media

  • 18/09/2017 at 13:06
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    “divulgare, condividere, imparare, confrontare, fare rete, il tutto il più serenamente possibile.” Sono 100% d’accorod con te!! Grazie mille per aver partecipato al progetto!!!Con affetto, Sally

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