La Fine della Terza Media e il Ballo della Scuola

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La fine della terza media e il ballo della scuola, ecco come il tempo ti sbatte in faccia il fatto che stai invecchiando e che tuo figlio non è più un batuffolino coccoloso.

Arrivati ad un altro giro di boa: la fine della terza media e il conseguente ballo della scuola.

Sono ancora sotto shock, il mio bambino stasera si raderà i baffi, ci avvelenerà col deodorante, indosserà una camicia e andrà a prendere a casa la sua accompagnatrice (che grazie al cielo è la mia ragazzina preferita).

Sono stati tre anni insostenibili per tutti, di evoluzione di mio figlio da tesoro di mamma a essere immondo posseduto da svariati demoni.

La fine della terza media è arrivata, finalmente, non se ne poteva più, per vari motivi.

Il primo è senz’altro il problema compiti e studio, che si è riproposto dopo le elementari ancora più invasivo e stressante. D’accordo, mio figlio non ha mai avuto voglia di fare niente, solo di giocare a pallone e questo di certo non ha aiutato, ma gli ultimi tre anni sono stati una litania di varie tonalità di incitamento a svolgere i compiti: dal sussurrato “amore, dai sono le 15, cominci?” all’ululato scomposto con conseguenti e frequenti larigintiti “hai rotto le palle, o fai i compiti o non esci mai più!”, frase spesso colorita da altre minacce che non mi sento di riportare.

Anche i rapporti in classe sono stati complicati: dai dodici anni i ragazzi si trasformano in stronzi debosciati. Se hanno la fortuna di essere fighi, hanno la strada spianata e, a parte qualche piccolo stress o scazzo con i prof, se la sciallano tranquilli e sereni nel loro deboscio. Ovviamente, non è stato il nostro caso, per cui il mio piccolo Mario Merola, quel genio dell’interpretazione tragica, ha trasformato questi tre anni in un calvario di autocommiserazione e tragedia per ogni piccolo screzio o problema. Un dramma continuo fatto di scleri, di pianti, di isteria e di conseguente esaurimento della mamma.

Arrivati alla fine della terza media, di questi risvolti shakespiriani non se ne può veramente più, persino nei quartieri vicini non ne possono più a forza di sentire le nostre urla.

Diciamo che queste medie hanno messo a dura prova tutti, per noi l’ultimo è stato un anno difficile, perché purtroppo, per svariati motivi, il mio ragazzo ha perso completamente la fiducia nelle sue capacità e farlo studiare è stata davvero una sfida all’ultimo sangue.

Aggiungiamo pure alla lista il fatto che i professori hanno cominciato l’anno dichiarando che nessuno fosse in grado di superare l’esame, creando clima di panico e terrore; qualcuno l’ha presa bene ed è andato avanti a dimostrare che invece ce l’avrebbe fatta benissimo, qualcuno (sempre noi, vuoi mica che ci perdiamo un’occasione di disagio?) l’ha preso come un dato di fatto e ha mollato la speranza fuori dalla scuola già dal primo giorno. Insomma che in classe ha regnato il caos assoluto tutto l’anno, insieme alla mestizia e all’arrendevolezza e ovviamente la colpa è sempre stata dei genitori, investiti di richieste da parte degli insegnanti un pelo incoerenti, quali “il ragazzo deve studiare da solo” all’inizio del primo quadrimestre, passando poi dopo la pagella a “il ragazzo va seguito”, per arrivare a 40 giorni dalla fine a “è maturato, ce la può fare” per poi concludere a 15 giorni dall’esame con un “non so se sarà ammesso all’esame”. Lo ammetto, quest’anno pure io ho avuto la sensazione di una totale incuranza dei prof nei confronti dei ragazzi che, anche loro ingurgitati dal caos, hanno preso decisioni decisamente discutibili e spesso contrarie al bene dei loro alunni, portando noi madri a lamentarci come se a scuola ci andassimo noi.

Ultimo, ma non per importanza, problema che tra pochi giorni potremo abbandonare è la chat di whatsapp di classe. Sia lodato il signore, la smetteremo di ricevere cazzate ad ogni ora del giorno e della notte, grazie, prego, buongiornissimi o insegnamenti su come fare i genitori non richiesti.

Ma questa sera, per qualche ora, potrò dimenticare tutto e ammirare quell’ingrato miscuglio di bambino e uomo varcare la soglia di casa tutto in tiro per festeggiare la fine della terza media e di questa terribile parentesi di vita, purtroppo non ancora conclusa perché manca ancora l’esame e vorrei tanto addormentarmi stasera e svegliarmi il primo di luglio con lui promosso ed esorcizzato.

La giornata sarà lunga e in salita: mi odierà perché sarà nervoso, mi dirà di tutto, mi stresserà perché nessuno degli outfit concordati gli starà bene, mi dirà che sono una rompipalle, che non dovrò accompagnarlo (ma lo farò comunque piangendo dalla commozione e facendo foto ad ogni suo movimento), ci manderemo a cagare più volte e alle 20.30 non vedremo l’ora di levarci uno dalla vista dell’altra per almeno tre ore. Aspettando il suo rientro mi sentirò anziana nonostante i miei 34 anni e probabilmente mi addormenterò sul divano stremata dalle liti prima che arrivi.

Nonostante tutto, anche se questo traguardo si è allontanato più volte per la sua insicurezza (ho studiato decisamente più io di lui), devo dire che sono orgogliosa di lui. Non tanto per il suo rendimento scolastico a dir poco mediocre, ma per aver affrontato tutto il turbinio di emozioni, i momenti di depressione e difficoltà, il suo sentirsi solo e abbandonato, la sua paura, senza mollare mai del tutto. Per lui tutto è stato molto difficile e complicato, spesso ha gettato la spugna, ma poi l’ha raccolta e ha ricominciato.

Bene, piccolo mio, adesso, arrivata la fine della terza media, non ti rimane che cacciare le palle e diventare l’uomo che so che puoi essere, perché anche attraverso questi tre anni di tempesta, stress, litigi e contrasti, io sono sempre stata al tuo fianco e sono ancora qui, ad insegnarti cosa vuol dire non mollare mai e ad accompagnarti verso la tua vita, anche se mi dai della stronza tra le 5 e le 15 volte al giorno.

Per l’occasione non posso che inserire questa canzone del tutto esplicativa: Elio e Le Storie Tese – Tapparella

P.S. Mi riservo, in caso di bocciatura, di ripubblicare lo stesso post l’anno prossimo.

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