La Guerra del Mestruo: 50 sfumature di ciclo

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Il ciclo, che parola semplice per descrivere uno dei periodi più devastanti, sotto diversi aspetti, della donna.

Siccome noi femmine siamo indomite e passionali, non paghe delle trasformazioni, dei dolori e dei turbinii di emozioni che le mestruazioni ci regalano ogni mese, litighiamo anche sul ciclo; ne nasce La Guerra del Mestruo.

Come già succede col parto, adesso non possiamo più decidere nemmeno che tipo di assorbente scegliere senza sbagliare o senza essere giudicate.

In realtà, anche solo parlarne è ancora un taboo femminile, come se il ciclo non ce l’avessimo tutte dalla notte dei tempi, come se nessuno lo sapesse oltre noi in prima persona. Come diceva la saggia Pausini: “la tengo como todas”, lo stesso vale per le mestruazioni care, tranne in casi particolari ovviamente, ma non è quello il punto.

Non ci crederete, ma mi sono imbattuta un giorno su Facebook in una lite tra paladine degli assorbenti con le ali e protettrici della coppetta mestruale. Una guerra a colpi di utero.

E’ stato un momento catartico, probabilmente avevano tutte il ciclo sincronizzato in quel momento.

Non si può negare che il flusso mestruale sia una delle cose più schifose tra le tante che la natura ci abbia inflitto, sarebbe ipocrita; avere il ciclo fa schifo. Eppure ho notato che qualcuna riesce anche a trovarci qualcosa di poetico, qualcosa che ci ricorda del nostro ancestrale potere di creare e distruggere, a me fa schifo e basta. Poi ci sono anche delle disagiate (non scherzo, andate a leggervi i post del Signor Distruggere su Facebook), che danno un nome ad ogni ovulo espulso, perché quello sarebbe potuto diventare un figlio, un fratello, una sorella, come se ogni ciclo fosse un aborto. No comment.

L’unica cosa che ci rimane è farcene una ragione, a partire dal momento in cui per la prima volta ci troviamo le mutandine sporche e appiccicate alla pelle, fino alla tanto attesa menopausa, cercando di trovare soluzioni comode, asciutte e pulite in ogni occasione, tipo quando ci lanciamo col paracadute o facciamo i salti mortali in palestra.

Ovviamente ognuna di noi ha la verità in mano: se usi l’assorbente sottile con le ali allora chi non lo fa è cretina, se usi i tampax hai dei problemi, sei pervertita, e non parliamo nemmeno della moon cup, che suscita il clamore più assoluto, chi invece la utilizza spesso crede tutte le altre siano delle idiote che non hanno senso di esistere.

Vi svelerò un segreto, uno di quelli che di sicuro non potevate più fare a meno di conoscere: io uso la coppetta mestruale. Vedo già le vostre facce schifate e attonite.

Io odio il ciclo, odio tutto quello che ne deriva, per me è come se il mio corpo vivesse in funzione di quei cinque sanguinolenti giorni: sto male prima, durante e dopo. Inoltre, fortunella come sono, gli assorbenti mi hanno sempre provocato una fastidiosissima irritazione e comunque, mi hanno sempre schifata a dei livelli esagerati. Mi danno fastidio, mi sento sempre appiccicosa, bagnata e puzzolente.

Ammetto che quando sono venuta a conoscenza dell’esistenza della coppetta mestruale anche io ho storto il naso, ho pensato fosse ancora più schifosa dell’assorbente, ma molte amiche me ne avevano parlato benissimo e ho deciso di provarla. Ebbene, mi ha cambiato la vita.

Odio sempre il ciclo come prima, ma lo vivo in una condizione di minore disagio: la coppetta non la senti e una volta che si prende dimestichezza a inserire/disinserire, diventa facile, veloce e soprattutto più pulito, oltre che economico e più rispettoso nei confronti dell’ambiente.

Alcune signore, già in menopausa, quando vedono quella roba di plastica la fissano come se fosse il diavolo, come se fosse una specie di cerimoniale vodoo utilizzarla, qualcosa che ricorda riti satanici e vampiri, ma anche donne giovani ti guardano con gli occhi sbarrati come se fossi pazza e lurida quando ne parli.

Sinceramente, io non vado a sindacare su come le altre donne affrontino il ciclo, non le giudico in funzione di quale raccogli mestruo usano. Eppure succede, succede che si scaglino contro di te dicendoti che fai schifo, che gli fai ribrezzo e che provi piacere ad inserire cose nella tua già stressatissima vagina. Ma poi le coppettare rispondono, eccome, attribuendo alle assorbentate epiteti quali “puzzolente”, “irresponsabile”, “si sente la puzza di pesce fin da qui”.

Come sempre, a me non rimane che dire sti cazzi, che di solito ho testato essere il modo migliore per reagire in queste situazioni surreali.

Sinceramente, sono contenta si cominci a parlare di ciclo, a leggere parole come “mestruo” su blog d’informazione. Per me è sempre stato un mistero il fatto che bisognasse tacere e talvolta anche vergognarsi delle mestruazioni. Ora, non è che ne dobbiamo per forza discutere quattro volte al giorno e meno che mai litigare sulle modalità di raccolta dei nostri fluidi corporei, ma è comunque un segno del fatto che le donne si sentano più sicure e a proprio agio con il proprio essere. Anche se si ripropone un certo disagio mentale, sicuramente influenzato dagli ormoni, che ci costringe a litigare anche su queste cagate.

Quindi, non ci resta che goderci questa splendida e per nulla trash canzone di Elio e Le Storie Tese, un uomo moderno già 30 anni fa. Essere Donna Oggi – Elio e Le Storie Tese

 

 

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