La maschilista ero io: un romanzo, la tua storia

la maschilista ero io
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La maschilista ero io non è il mio primo libro, ma il mio primo romanzo.

Mi sono spinta oltre i miei limiti: non sapevo se sarei stata capace di scriverlo, ma la motivazione che avevo dentro era troppo forte per rinunciare.

E cosa ci sarà mai di così importante da raccontare per una cialtrona come me? Un tema controverso, dibattuto su rotocalchi e purtroppo telegiornali, mai però con l’occhio dell’anima: il maschilismo.

Lo ammetto: sono una persona irrivirente, sarcastica, ironica e un tema così difficile mi ha messo un po’ in difficoltà. Ho sentito comunque il dovere di farlo, per me stessa, per mia figlia e per tutte quelle donne che vedo subire ogni giorno in ogni situazione che la vita ci presenti davanti.

La maschilista ero io non vuole insegnare nulla, vuole solo raccontare una storia che potrebbe essere anche la vostra.

Vi chiederete cosa ci sarà di così diverso in questo romanzo, in fondo il maschilismo è maschilismo …ve lo spiego.

Beatrice, la protagonista, è una ragazza normale, giovane, diplomata da poco, in cerca della sua strada.

Non è bellissima, ma ha un carattere particolare: è affascinante, dissacrante, ironica, intelligente. Il suo fisico prorompente, anche se minuto, la fa apparire agli occhi degli uomini come una piccola donna bisognosa di protezione, ma allo stesso tempo materna.

È quando la conoscono meglio che perdono la testa per lei: non ha paura di dire la sua, di dire la verità, di vivere facendo qualche errore, è quasi una sfida conquistarla.

Beatrice potrebbe essere chiunque, una qualunque di noi, una donna che avete conosciuto o incontrato al supermercato, in banca, in un pub il venerdì sera.

Durante le pagine del libro la conosceremo sotto ogni aspetto: risoluta, innamorata, schiava delle emozioni, tormentata, felice, realizzata, sfacciata e sconsiderata.

Capisce molto presto che la sua vita sarà decisa dal ruolo che le viene imposto dalla società e dall’immaginario che gli uomini hanno dell’amore, della famiglia.

“La maschilista ero io” è una provocazione: Bea si appropria di un sostantivo tipicamente maschile, è una giovane donna che si sente in gabbia, complice, carnefice e vittima allo stesso tempo di un meccanismo culturale che vorrebbe rompere, che è più grande di lei e più forte di lei.

Beatrice è una “criptofemminista”, la sua battaglia è sul campo. Non scende in piazza, non protesta, cerca di fare silenziosamente del suo meglio per uscire dal suo ruolo di “santa madre”, di “moglie”, di “fidanzata”, lei vuole essere libera e lotta fino alla fine per esserlo. Si evolve, cambia, rinasce, cresce.

La maschilista ero io vuole mettere in luce il fatto che una donna può tradire, può fare scelte sbagliate, deve anche potersi permettere il lusso di essere debole qualche volta, questo non significa che sia sbagliata o che non creda nel suo valore.

Non c’è niente di più maschilista di una donna che ne giudica un’altra perché vuole essere libera e non vuole avere paura di uscire una sera con un amico o di fare sesso perché le va, perché vuole essere realizzata e felice.

Niente di più frustrante del pensiero che una donna debba essere perfetta e che non debba mai commettere errori, perché allora se un uomo si approfitta di lei, ha ragione.

Questo romanzo vuole urlare che ogni giorno, migliaia di donne sono Beatrice e molte non se ne accorgono: quel ruolo tanto stretto lo accettano passivamente.

La maschilista ero io non affronta il patriarcato a muso duro, ma entra nella testa di chi lo vive, lo analizza attraverso sensazioni, sentimenti, attraverso la vita vera.

Sono sempre stata convinta che il miglior modo per affrontare il maschilismo sia riconoscerlo, guardarlo attraverso gli occhi di chi lo subisce.

Una volta fatto questo, possiamo semplicemente rifiutarci di farne parte, cambiando il nostro stile di vita, decidendo per noi stesse.

Amore, per me, vuol dire vedere rispetto e stima di quello che sono e voglio essere, sentirlo in ogni bacio e abbraccio.

Questo è, alla fine, il testamento di Beatrice.

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Se siete interessati a recensire il mio libro scrivete a: redazione@writeupsite.com con oggetto “recensione La maschilista ero io”

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