La Ricerca Filosofica della Fede Mai Trovata (astenersi bigotti e assolutisti)

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Oggi ho deciso per il mio suicidio sociale. Ho avuto una mattinata colma di speranza, ben riposta solo per metà e quindi mi è rimasta una metà di amarezza che devo sputare fuori in qualche maniera. Voglio parlare brevemente di come vedo la religione.

Io non sono religiosa, ma non amo definirmi atea, diciamo che sono sempre in modalità “ricerca”, che sia essa interiore, spirituale, culturale.

Ho avuto un’ educazione scolastica abbastanza filosofica, che non mi permette quasi mai di avere un solo punto di vista su una cosa, di conseguenza anche sugli dei e tutto quello che gira intorno alla loro adorazione, non riesco a prendere una posizione esclusiva. Ogni mattina mi desto al suono della sveglia pensando a che cazzo vivo a fare se non posso farlo senza dovermi per forza alzare perché qualcun altro lo ha deciso, figuriamoci se ho certezze su cosa ci succeda dopo la morte, su cos’abbia Gesù che Budda non ha, su quali postille nelle religioni cristiane abbiano più o meno senso, sul fatto che un albero provi dei sentimenti, ma soprattutto, sul fatto che esista davvero qualcosa o qualcuno che viva e regni su di noi.

Mi dispiace tanto non riuscire a credere in niente, mi dispiace non riuscire ad abbandonarmi al credere in qualcosa anche se non la posso vedere e toccare, è pur sempre un limite ed è sicuramente un appiglio in meno durante momenti della vita che richiedono ottimismo, speranza e regole per andare avanti e trovare un motivo per farlo. Per questa ragione, pur non riuscendo ad accendere quella miccia che dovrebbe trasformarmi in donna di fede, cerco di interessarmi alla religione, e ne parlo, spesso, anche con persone che professano un credo diverso dal cattolicesimo, che come sappiamo, va per la maggiore. Io l’ho preso come un hobby. Chiedo scusa se qualcuno si sentirà offeso dalle mie parole, non voglio screditare nessun culto, adorazione, fede, voglio solo dare il mio punto di vista forse troppo empirico e distaccato.

Ho avuto lunghe discussioni con persone che fanno parte della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni), che mi hanno parlato e raccontato con grande fervore e forza del loro amore nei confronti di Gesù Cristo, della loro passione per le scritture sacre, del loro continuo studio, della laboriosità e voglia di condivisione che mettono in ogni giornata al servizio degli altri; mi hanno parlato dell’importantissimo ruolo della donna nella loro chiesa, le quali fanno parte di un’ organizzazione chiamata “Società di Soccorso”, perché il suo primo scopo è aiutare persone bisognose; per svolgere questa attività hanno a disposizione uffici e cariche in un consiglio direttivo che dirige le operazioni della società. Tutti validissimi principi i loro, basati, da quello che ho capito, sull’autorealizzazione e sull’ amore; ecco la pecca secondo me: perché se mi faccio il mazzo tutto il giorno per essere chi sono, devo ringraziare Dio e non me stesso? Perché sono un ‘infedele cronica! Lo so. Ma io non riesco a pensare che tutto quello per cui lavoro ogni giorno sia un dono e che tutto sia merito di Dio, io credo che sia merito mio. La religione mormone, chiamiamola così per comodità, ha anche una forte morale condivisa da tutti i membri della chiesa, che al contrario di quanto viene raccontato, non è nemmeno così restrittiva, segue solo alcune regole di buon senso civile, il problema è che per me non dovrebbe essere la chiesa o Dio a dirmi cosa devo bere e mangiare e cosa devo mettermi la domenica, nonostante possa condividere o meno le indicazioni. Questo vale per tutte le altri religioni che conosco. Così come vale per tutte le religioni il fatto che io faccia fatica ad accettare che ognuna predichi le visioni di qualcuno e da quelle nasca un credo. Lo so, non capisco proprio la fede, non capisco perché se la Madonna vede un angelo che le dice che partorirà il figlio di Dio, per altro senza usare il metodo che noi tutti studiamo a scuola, diventa un dogma; se io racconto di essere stata rapita dagli alieni e che mi hanno detto che Dio ha costruito le piramidi e ci ha creato con la biogenetica, sono una criminale malata di mente. Dove sta la differenza? Quali prove abbiamo sulla prima e sulla seconda ipotesi? Io, a scanso di equivoci, non crederei a nessuna delle due.

Ho intrapreso una collaborazione culturale anche con i Testimoni di Geova, con cui quasi tutti abbiamo avuto a che fare almeno una volta alla porta; ebbene, io non sono riuscita a mandarli via, e li ho invitati a lasciarmi il loro interessantissimo giornale nella cassetta della posta, cosa che fanno una volta al mese. Devo dire che la loro fede è un pelo più complessa da accettare per me, è altamente spersonalizzante e con regole a volte davvero imbarazzanti per la dignità umana, che trovo essere solo un modo per assoggettare la persone.

Per quanto riguarda le religioni asiatiche, le ritengo complesse da comprendere per noi occidentali ed, eccetto il Buddismo, del quale condivido molti punti e insegnamenti, anche abbastanza antiquate nei concetti, come del resto anche quelle occidentali.

Diciamo che quasi tutti i credo, specie quelli monoteisti, si prefiggono dettami morali simili, basati sulla fede e sull’ amore per il prossimo, dettami che molto spesso vengono del tutto ignorati; questo accade specialmente nella religione cattolica, che ritengo essere la più ipocrita e corrotta fra quelle conosco, difficile davvero per me da sostenere e da  giustificare.

Tutte le religioni per me sono uno strumento di studio dell’ uomo, delle sue paure e dei suoi fantasmi. Sono lo specchio della sua solitudine e del suo essere piccolo, del suo egocentrismo. Non esiste ambito in cui l’essere umano si sia dimostrato più bestia che nella religione, più falso e profittatore. La fede ha giustificato per secoli e ancora lo fa, azioni brutali e attacchi alla cultura e all’intelligenza umana che, mi scuso, ma non riesco proprio ad accettare e a giustificare.

Per adesso, la mia ricerca filosofica della fede mi ha provato solo che Dio sia la proiezione mistica del mero potere di un’ oligarchia che sfrutta le debolezze di un animale che nasce e muore come tutti gli altri, solo con meno dignità.

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