La Sindrome Bipolare della Donna Insoddisfatta: Quando una Cagata Diventa un Problema Insormontabile

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La Sindrome Bipolare della Donna Insoddisfatta: Quando una Cagata Diventa un Problema Insormontabile

Oggi sento un vuoto cosmico dentro di me, tutte abbiamo quelle giornate che ci sembrano andare di merda anche se in realtà non è successo niente di particolarmente brutto. Sono donna.

E’ stata un’escalation, sono uscita per andare a lavorare e a sentire i soliti discorsi mi sono intristita; avevo già in testa la mia imminente missione in posta, la cosa mi ha messo di cattivissimo umore; io odio andare in posta, soprattutto se devo pagare bollette da un milione di dollari. Uscita dal settimo girone infernale, sono arrivata a casa decisa a farmi un bel bagno, lascio che la vasca si riempia di schiuma e quando entro, l’acqua era quasi fredda; non so se vi rendete conto della gravità della cosa, l’aspettativa distrutta di un bagno caldo in silenzio e solitudine. Giornata rovinata.

Sono fatta così, oggi avevo una voglia matta di lottare contro la mia ignoranza multimediale e modificare il blog, trasformarlo un po’, renderlo figo e irresistibile; volevo dimostrare a me stessa che ce la posso fare da sola a gestire questa cosa, che piano piano si sta ingrandendo e sta diventando impegnativa; il primo ostacolo incontrato è stata la carta di credito. Vuota. Con questo, ho dovuto mettere da parte i miei sogni di grandezza, e mi si è spalancata la tristezza. Avevo realizzato fin dalla posta che sarebbe stato uno di quei giorni in cui vado a letto col mal di testa e incazzata nera senza nemmeno sapere il perché, purtroppo sono bravissima a trasformare un’inezia in un problema esistenziale insormontabile, proprio come è successo per la carta di credito e wordpress. Volevo solo comprare un pacchetto dignitoso per gestire il mio blog, e invece mi sono ritrovata col magone a pensare che non sono autosufficiente e devo chiedere la paghetta al mio fidanzato visto che, dopo la visita del settimo girone infernale e il bonifico alla società calcistica di mio figlio, non mi è rimasto niente. Non riesco a spiegarmi come sia possibile che io lavori sempre e per chiunque e non venga mai pagata porca zozza.

Sono sprofondata nello sconforto, così, in due minuti; avevo davanti una nuova vita da blogger, mi vedevo già sommersa da sponsors e omaggi e invece, la mia misera condizione di scrittrice frustrata è rimasta la stessa, mentre la mia fiducia in me stessa è stata sgretolata da un plugin mai scaricato.

Ho passato la giornata davanti al computer, dopo aver esplorato tutti i temi gratuiti disponibili su wordpress, ho guardato mille tutorial su youtube per truccare mia figlia ad Halloween e ho scoperto così di non sapere assolutamente nulla sui trucchi: ma possibile che solo io non sappia cos’è un primer? E fu così che anche la mia dignità di femmina venne ferita. Come farò ad insegnare alla mia bambina a truccarsi? L’unico termine specifico che conosco sul trucco è eye-liner, e non me lo so manco mettere dritto. Uso il mascara normale, non quello che ti fa pesare le palpebre, e compro le matite per gli occhi da Kiko, perché sono fichissime, colorate, brillantinose e superkitsch, inoltre, ricollegandomi alla disperazione di prima, non è che mi possa permettere altro.

Facendomi spazio tra questi mille drammi, mi sono resa conto che è ora di preparare la cena, ma sono così demoralizzata che preferirei digiunare, e gradirei in questo anche la collaborazione della famiglia; purtroppo quando ho chiesto loro di non cenare mi hanno fulminato con lo sguardo, e adesso mi dovrò torturare anche per capire che cosa preparare contro voglia, visto che tutto quello che mangiamo pare ci uccida. Insomma che mi tocca sconfortarmi anche perché nessuno in questa casa ha rispetto per la mia triste condizione giornaliera, per il mio dolore di essere una donna strapiena di motivazione e progetti rinchiusi dentro un piccolo corpo con il portafoglio vuoto; nessuno che abbia rispetto per il fatto che sia una masochista lunatica. Una tristezza infinita, un’agonia e accidia pesanti come un macigno, nati per caso in un’uggiosa mattina di autunno e cresciuti inesorabilmente fino a sera. Dentro di me strisciano imprecazioni e parolacce che cercano una via di fuga e presto, se mio figlio non finisce di fare i compiti velocemente, la troveranno, si abbatteranno tutte su di lui, comincerò ad andare in giro come sempre borbottando frasi a caso a denti stretti come “sempre il solito, a quest’ora ancora sui libri” oppure “che palle, qui ognuno si fa i fatti propri, basta che io cucini” (ovviamente uso una versione light del linguaggio, in realtà molto più scurrile), sbattendo oggetti di ogni tipo mentre nessuno mi caga, ormai tutti sanno che ho questi momenti di follia pura e mi ignorano.

Sapete cosa vi dico? Io non vedo l’ora di andare a letto, perché sclerare in questa maniera, senza un reale motivo, è impegnativo e alla fine stanca, è un esercizio mentale che mica tutti sono in grado di gestire passare da una semplice mattinata di lavoro alla depressione mista a rabbia in cinque minuti, e provo anche un certo fastidio nei confronti delle altre persone parlanti che ho intorno. La verità è che sono troppo sensibile per questo mondo crudele, che sono troppo orgogliosa per non riuscire a fare una cosa nello stesso istante in cui l’ho deciso, perché sprigiono passione e voglia di realizzarmi da tutti i pori e non posso più aspettare. Non so, ho la sensazione di essere sempre ad una svolta, ma di non riuscire mai a girare l’angolo, quindi qualsiasi momento è buono per far riaffiorare la frustrazione ancestrale femminile. Questa non è che la descrizione di un’ordinaria giornata da donna che vuole essere di più, del tutto normale e per niente rara, credo di condividere questo terribile mood da licantropo quando vede la luna con molte di voi. Dispiace solo per chi ci capita vicino, niente di personale, vi consiglio di pregare che non succeda che queste giornate combacino con le mestruazioni.

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3 thoughts on “La Sindrome Bipolare della Donna Insoddisfatta: Quando una Cagata Diventa un Problema Insormontabile

  • 29/10/2015 at 21:29
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    Mi riconosco molto in quel voler fare tanto e avere poi la sensazione di non combinare niente, solo perché non si incastra tutto alla perfezione nel tempo stabilito, in quei momenti di fastidio verso gli altri, anche in quelle frasi borbottate che trasudano frustrazione. Penso però che passione e voglia di realizzarsi in realtà aiutino moltissimo. A volte il tempo che sembra di pura attesa senza che succeda niente, serve a fare in modo che i vari tasselli vadano a posto. E la cosa migliore per superare la frustrazione è esercitarsi a coinvolgere gli altri. chiedere aiuto su cose specifiche. Mi prendi la salsa? Mi triti l’aglio? Mi mescoli…. detto da una che ci riesce una volta su dieci. Ma quella volta direi che ottengo mediamente dieci volte tanto 🙂
    Saluti solidali
    Alexandra

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