Le Serie Tv del 2016 che “GRAZIE”

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Moltissime sono le serie tv che ho seguito quest’anno, alcune veramente FIGHE.

Purtroppo, faccio parte di quelle persone che hanno la malattia delle serie tv, ho iniziato da ragazzina e non ho mai smesso.

Sarete ansiosi di capire cosa mi spinge a questa dipendenza immagino, ecco, alcuni show sono cresciuti con me, vedi Grey’s Anatomy, altri ho iniziato a guardarli quest’estate a botte di 10 stagioni a settimana, per non impazzire dietro ai figli. Perché voglio dire, se devo guardare in tv Striscia la Notizia o Selfie, allora mi smazzo un Breaking Bad e un Walking Dead, se mi fanno vedere per la quindicesima volta un qualunque film che parla di ragazze povere e sfigate che poi diventano prime ballerine nei teatri di tutto il mondo grazie a botte di culo, allora, è necessario trovare qualcosa di più interessante e stimolante.

Guardo le serie tv perché mi piace, non me ne vergogno, invece di giocare a Candy Crash o seguire la D’Urso, mi alieno così. E mi ispiro per libri, post, mi colmano di idee, storie e sinceramente, alcune mi fanno solo pensare meno e mi permettono di spegnere il cervello un’oretta al giorno.

Detto ciò, il 2016 è stata stagione di graditi ritorni e di nuove serie tv fantastiche, alcune che sono proprio capolavori di scrittura e regia, ma come migliori, sul podio, ne ho scelte tre: Westworld, Game of Thrones e The Young Pope.

Westworld è alla prima stagione. Appena ho visto che c’era lo zampino di J.J. Abrams ho pensato che forse era meglio lasciar perdere, visto che ancora ho un conto in sospeso con lui per il finale di Lost, ma poi ci sono caduta. E’ una serie tv lentissima, a tratti noiosa, ma che ha un tema veramente affascinante e oscuro: la coscienza artificiale. Proprio come in Lost, il bello di questo telefilm è che tutto è possibile, ci fai su dei ricami immensi e vieni sempre smentito, credi di aver capito e invece non hai capito un cazzo. Il topic è chiaro fin da subito: Westworld è un parco divertimenti dove esseri umani si possono catapultare nel vecchio West e intrecciare relazioni con androidi codificati in modo da non poter fare del male ai “visitatori”, ma che sono perfettamente uguali a loro nelle fattezze e nelle espressioni. Hanno un comportamento prestabilito, delle trame da seguire che vengono programmate e che sono tutte collegate tra loro. Insomma, quando un visitatore arriva a Westworld può sparare quanto gli pare e a chi gli pare, trombarsi chi gli pare, vivere strane avventure e poi ritornare a casa come se niente fosse. Ma questi androidi sono completamente senza coscienza? Parrebbe di no, ma non vi svelo altro. E’ raccapricciante pensare che davvero quel parco potrebbe esistere e davvero l’essere umano lì dentro, potrebbe sfogare i suoi istinti perversi e svelare a sé stesso la propria brutalità, che nel mondo normale viene per fortuna soffocata. Il racconto è intrecciato meravigliosamente, pieno di colpi di scena che non ti fanno rimpiangere la prima mezz’ora in cui ti stavi addormentando. Flashback e presente sono magistralmente fusi, non capisci mai qual’è uno e l’altro. Una figata insomma, costellata anche da bellissime canzoni, risuonate in stile saloon e una regia da maestri. Guardatelo insomma.

Game of Thrones è un classicone dei serie tv addicted! Siamo arrivati alla sesta stagione, io le ho viste tutte quest’estate in tipo tre settimane. Durante le prime due puntate mi sono domandata per tutto il tempo cosa ci trovasse di così interessante la gente, io non amo per di più le atmosfere fantasy, draghi e non-morti, poi però non sono più riuscita a smettere. E’ anche questo un telefilm leeeento, dove non succede quasi mai niente, ma muoiono tutti. Dove finisci, già alla fine della prima stagione, per diventare un ultras di una casata reale, dove soffri, partecipi emotivamente. Nel mentre ti arrapi anche un po’, perché se i personaggi non muoiono, fanno sesso. Ci sono alcuni legami veramente ripugnanti, personaggi con anime orribili per cui alla fine riesci persino a provare un po’ di pena, altri che proprio non vedi l’ora finiscano come quasi tutti gli altri: morti. La sesta stagione è stata sicuramente la più bella. Meno noiosa, più appassionante, con la rivincita del potere delle donne e che ci portano finalmente all’ “Inverno” che tutti aspettiamo dal primo “l’inverno sta arrivando” dalla prima puntata. Come tutti coloro che seguono Game of Thrones, un colossal che più che su di una storia si basa sui personaggi e sulle loro depravazioni e debolezze, aspetto con la bava alla bocca la stagione 7, che sarà la penultima, come già preannunciato l’anno scorso.

The Young Pope, anche questa serie tv alla sua prima stagione. Ho storto subito il naso perché c’era di mezzo una produzione italiana e temevo finisse come nei “Medici: Masters of Florence”, che era di fatto una scopiazzatura di basso livello degli show americani. Ma l’ho guardato, anche solo per la curiosità di vedere un regista così acclamato e odiato allo stesso tempo, fresco di oscar, insieme ad HBO che cosa avrebbe potuto combinare. L’ho trovato MERAVIGLIOSO, un vero capolavoro, la più bella serie tv dell’anno e tra le più belle di sempre. Sorrentino per me è diventato i “Cohen Bros” italiano. Colori molto particolari, una fotografia cupa, ma luminosa, un decadentismo moderno, la lentezza e la sottile ironia piena di vanità. Non solo la regia e la colonna sonora sono veramente degni di grande nota, ma anche il personaggio principale, Papa Pio XIII, è qualcosa di geniale. Un uomo creduto santo dalle persone care che ha (pochissime, per la precisione 2), ma al contempo odiato e impenetrabile. Un uomo egoista, senza pietà, stracolmo di dolore, retrogado e omofobo, che mette in luce tutte le contraddizioni del cattolicesimo, dei suoi dogmi. Un uomo con un senso dell’umorismo oscuro, pieno di segreti, pieno di dolore. Il ritratto del disagio. In contrasto con una chiesa che vuole avvicinarsi alle persone per mantenere i propri privilegi di potere ed economici da subito, riesce comunque a sottomettere tutti al suo volere, sfuggendo alle trame vaticane e manipolando chiunque. Non potete non guardare The Young Pope se siete intenditori, è una vera perla!

Insomma, anche questa recensione inutile e non richiesta è stata fatta. Vi segnalo solo un’altra serie tv che mi ha molto colpito e che mi ha fatto commuovere più volte, anche questa alla prima stagione, dal titolo Thi is us, che racconta la storia di una famiglia particolare. Di grande intensità emotiva e con un intreccio nella trama molto ben scritto.

Vi lascio con un assaggino di The Young Pope

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