Omosessualità: ma a Te di preciso, cosa ti toglie?

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E rieccoci con la questione omosessualità.

La domenica pomeriggio traggo ispirazione per i miei post al vetriolo dalla cara Barbara D’Urso, la quale riesce a scatenare dentro di me un risentimento verso la razza umana inquietante. Mi bastano 5 minuti, e comincio a sentire le mani bruciare, la testa esplodere, la voglia di vivere andarsene, ma lo faccio di proposito, perché tutto ciò fa sorgere in me delle domande, che mi sembrano di risposta così semplice e scontata, ma che invece pare, per alcuni esseri definiti erroneamente intelligenti, siano motivo di discussione e scontro. Argomento di questa puntata: l’omossessualità e le adozioni gay.

Io non mi sono mai chiesta nell’arco della mia intera vita se un uomo e un uomo, una donna e una donna abbiano lo stesso diritto di amarsi di un uomo e una donna, perché per me è normale. Ma che problema avete? Ma a voi cosa ve ne frega? Io ho sentito discutere di omosessualità qualsiasi persona del mondo che avesse fiato in bocca, come se fosse un problema suo, come se bisognasse per forza dire la propria, sapete che c’è? Io non ne ho mai discusso con nessuno perché non saprei proprio cosa dire. Trovo che essere omosessuali sia una condizione imprescindibile, come nascere con due gambe e due braccia, non è che se qualcuno nasce con una gamba sola ne discutiamo nei talk show per decidere se sia giusto o meno, se si può sposare o no. Questo è il modo in cui vivo questa questione, questione che per quanto mi riguarda non dovrebbe nemmeno esistere.

Purtroppo esistono invece, varianti ideologiche in cui l’uomo pensa di poter decidere cosa la natura faccia di giusto e di sbagliato. La prima è ovviamente la religione. Quasi tutti i credo occidentali condannano l’omosessualità, a mio parere perché (sto per dire qualcosa di pericolosissimo) i culti monoteistici si basano sulla non-libertà dell’individuo, in modo che egli sia meglio assoggettabile all’ideologia proposta dalla propria fede, in un meccanismo che genera sottomissione. Tutto dipende dal parere di un dio buono, misericordioso, ma che punisce e non ha pietà di chi considera sbagliato; un dio che non si vede, ma che comanda attraveso la paura. E’ scientificamente provato che chi viene abusato, ha più probabilità di abusare qualcun altro; in alcuni casi e questioni, la religione compie un abuso, crea adepti culturalmente schiavi di un pensiero su cui non permette di avere un proprio punto di vista diverso da quello imposto, pena l’esclusione dalla comunità e una fantomatica dannazione. Questo “terrorismo” culturale ha creato nei secoli una diffusa paura del diverso, perché si ha un inconscio terrore di essere esclusi, emarginati, puniti a propria volta e perché la libertà di avere un proprio pensiero porta responsabilità, e ormai ci angoscia non essendoci più abituati.

Non solo la religione però ha come scopo l’alienazione dell’individuo, in modo da poterlo manipolare e assoggettare: nella storia moderna abbiamo assistito alla nascita di altre ideologie basate sullo stesso principio di asservimento, vedi nazismo, fascismo, comunismo, tutti regimi totalitaristi che non ammettevano posizioni diverse dalla propria, che hanno mantenuto il potere esercitando terrore e violenza. La storia come al solito non ci ha insegnato niente e, nonostante i crimini compiuti da tutte queste correnti politiche o religiose riconosciuti dagli storici e nonostante le loro vittime che in maniera ipocrita commemoriamo tutti noi, continuiamo a perpetrare discriminazioni e abusi nei confronti di qualcuno che ci hanno insegnato ad odiare e a vedere diverso.

Io proprio non lo capisco questo panico che genera l’omosessualità, non riesco a trovare proprio niente di sbagliato in qualcuno che ama diversamente da me, ma quanto me; si è vero, l’umanità si estinguerebbe se tutti praticassimo sesso omosessuale, però è anche vero che la psicologia ci insegna che per l’essere umano il sesso non è solo procreazione e mi pare assurdo viverlo diversamente, oltre che spersonalizzante, mortificante e bigotto; è una delle particolarità che ci differenzia dagli animali. Il sesso è piacere, è gratificazione e non tutti la troviamo nello stesso modo, perché imporre sempre questa castrazione di sé stessi, questo reprimere e soffocare la nostra natura e il nostro bene? Sono sicura che se rimanessero sulla terra solo un omosessuale e una donna, l’uomo gay procreerebbe comunque e viceversa. Ma soprattutto, non capisco proprio perché si senta così forte il bisogno di negare all’omosessuale qualcosa che noi abbiamo già, qualcosa di cui loro non ci priveranno: cosa vi toglie un omosessuale se può sposarsi o adottare un bambino? Voi potrete continuare a farlo come credete sia meglio, tra uomo e donna, senza paura che loro vi portino via niente.

E allora, qual’è il problema? Perché non vogliamo essere felici, perché non lasciamo che gli altri lo siano? Perché dobbiamo privare di una casa dei bambini, è meglio un istituto o due papà? Io penso che se chiediamo ad un bambino figlio di omessuali qual’è la differenza tra lui e gli altri, non capisca proprio la domanda, perché non ci sono differenze, i genitori li ha anche lui. E’ vero, un bambino ha bisogno di due genitori, con due ruoli, ma questo non vuol dire che debbano essere per forza maschio o femmina per ricoprirli, dopotutto il mondo è pieno di ragazzini cresciuti da un solo genitore, che stanno benissimo e sono esattamente come tutti gli altri.

In sintesi, qui non si parla affatto di natura, di dio, di famiglia, si parla di paure, frustrazioni e di sottomissione inconscia, di strapotere e abusi. Non si parla nemmeno di punti di vista, perché il tuo può essere diverso dal mio, ma se non viola la legge e non è violento, puoi esprimerlo esattamente come me, e vale quanto il mio; non puoi però togliermi il diritto di essere diverso da te e di avere la libertà di esserlo, come io non posso toglierti quello di vedermi diverso; si parla di diritti, che prescindono dai punti di vista ideologici e religiosi, si parla di civiltà.  Non credo purtroppo che riuscirò a vedere il giorno in cui ogni uomo si sentirà libero di essere come la natura l’ha creato e che possa effettivamente esserlo, forse non arriverà mai. Quello che spero, è almeno di vedere che esiste davvero una differenza tra uomo e animale e che gli omosessuali non si sentano più una minoranza, ma persone, che non abbiano più bisogno del Gay Pride; che tutti si liberino dalle schiavitù ideologiche e agiscano secondo intelletto e non per imposizione. Che mai e poi mai la domenica pomeriggio mi debba trovare certi criminali a parlare di diritti, che la D’Urso si ritiri a vita privata.

 

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2 thoughts on “Omosessualità: ma a Te di preciso, cosa ti toglie?

  • 22/10/2015 at 22:59
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    meriti un’applauso ben lontano dai riflettori della D’Urso poichè condivido il tuo sfogo verso tutti coloro che si sentono nel giusto additando e impedendo una normale vita a chi ama persone dello stesso sesso.La libertà di una persona sta anche nello scegliere chi debba amare e nessuno può decidere al suo posto, e il fatto di essere una coppia omosessuale non deve essere una condizione per la quale si perdono diritti sacrosanti.

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