Quando un’Amica ti lascia e non ci puoi credere.

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Quando un’Amica ti lascia e non ci puoi credere è tutto davvero complicato.

Un’amica, una di quelle persone che hai sempre pensato eterne, perché alla fine, la vita senza di lei intorno non riesci ad immaginarla.

Accadono cose inspiegabili in questa esistenza, cose che ci rendono nervosi, paranoici, arrabbiati, increduli, esattamente come quello che è successo con Marisa, la persona che nella mia mente è sempre stata eterna, sempre presente, anche solo per un caffé, un saluto, direttamente, indirettamente, lei c’è sempre stata da quando ho memoria.

Marisa non era solo amica mia, ma di tutti. Chiunque nel nostro quartiere la conosce, ha avuto a che fare con lei.

Lei, un’amica spettacolare. Bella, sorridente, impossibile non notarla, era un vulcano. Lei, che non smetteva mai di ricordarci che il suo sangue era del Cilento e che quindi, aveva il fuoco nelle vene. Lo aveva davvero.

Lei, un’amica che aveva l’età di mio papà, che mi ha dato consigli materni e che mi ha confidato segreti come se fossi stata con lei a scuola. Lei, mi ha sempre dato conforto quando mi ha vista sprofondare, mi ha sempre ridato fiducia in me e con una naturalezza commovente.

Marisa aveva una risata a prova di insonorizzazione: lei rideva, ridevamo tutti. Lei osservava tutti, parlava di tutti, conosceva tutti, ma sapeva chi davvero si meritasse di starle accanto.

Un’amica che cantava, che abitando davanti a casa mia, sentivo urlare le sue canzoni preferite fregandosene di cosa pensassero gli altri, lei tirava fuori tutto. Era così bello ascoltarla. Era così bello vederla mandare a cagare chiunque facesse un torto a lei o ai suoi figli.

Marisa ha avuto una vita che è stata la rincorsa della serenità: tre meravigliosi ragazzi, nonna; c’era così vicina, fino a che quel male non ha deciso di portarcela via. Fino all’ultimo, fino all’ultimo giorno e respiro, Marisa è stata Marisa. Non ha smesso di cantare, di stare con i suoi figli e di lottare, non ha mai smesso, neppure quando era ko, di sorriderci, come se dovesse preoccuparsi ancora per la nostra serenità.

Un’amica che è riuscita ad unire tutti nello stesso dolore: la sua mancanza. Persone che mai si sarebbero parlate, incontrate, ora siamo qui, a piangerla insieme.

Lei, quell’amica, ci ha dato una lezione d’amore impossibile da dimenticare.

Ci ha lasciato una meravigliosa famiglia, tre figli forti, orgogliosi, intelligenti, un marito che sa che dovrà cavarsela da solo, ma ce la farà, perché lei gli ha insegnato come, lo hanno imparato insieme, giorno dopo giorno negli ultimi 30 anni.

Ci ha lasciato, quell’amica, un vuoto davvero enorme, che sarà duro da superare, perché per noi, non può esistere una giornata senza Marisa.

Io non so come ringraziarla, mi ha detto alcune frasi che non dimenticherò mai, con un’umiltà e un amore che ancora adesso, ricordo come se fosse oggi. Mi sono aperta con lei, mi ha vista piangere ed è stato reciproco, ma era una roccia, un porto sicuro. Mi ha voluto bene, ha riso a crepapelle e si è disperata con me, non mi avrebbe mai lasciato sola.

Quei ragazzi, quell’amore, quell’uomo che la adorava e sempre lo farà, i suoi consigli, le sue parole di conforto, sono la sua eredità.

Marisa se n’è andata, ma una cosa è certa: ha reso questo mondo un posto migliore per tanti. E io, non lo dimenticherò mai.

La vedrò, sempre negli occhi dei suoi figli, la ricorderò sempre su quel balcone a cantare, sempre sulla spiaggia a raccontarci i fatti nostri e pure quelli altrui come delle vere stronze, perché ce lo siamo guadagnate il diritto di criticare. Sarà come se mai se ne fosse andata. Perché quello che ci ha lasciato è talmente grande e significativo che rimarrà ogni giorno.

E’ davvero complicato lasciar andare Marisa, perché non ci si riesce a credere, perché è così sbagliato che lei non sia più con noi al bar la mattina, così assurdo non vederla con la sua nipotina in braccio che diventa impossibile farsene una ragione. Non credo ci riuscirò, mi sembrerà sempre come se dovesse spuntare da un momento all’altro con i suoi stivali, i suoi orecchini in tinta col suo vestito, le sue belle gambe e il suo travolgente sorriso. Mi sembrerà sempre di vederla stendere i panni cantando, urlando il mio nome per salutarmi. La sentirò sempre chiamare a gran voce tutta la sua famiglia quando è pronto in tavola la sera.

Lei è un esempio, una donna che mai si è data per vinta, una madre imperfetta, ma talmente innamorata dei suoi figli da non poter sbagliare mai. Lei è qui.

Quell’immagine che vedete, è lei, poco prima di lasciarci. Lei in tutto il suo splendore. Lei così rimarrà, per tutti noi.

Ciao Mari. Ti voglio bene.

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