San Valentino e il derivante frantumarsi delle balle

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Il giorno di San Valentino, facciamocene una ragione, arriva ogni anno per tutti a meno che non siate morti.

Si, perché pare che la tradizione di festeggiare San Valentino sia nata molti anni fa, nel Medioevo, si pensa grazie al caro Geoffrey Chaucer, che aveva sdoganato in Europa il concetto di “amor cortese”. Pressapoco si può riassumere così: solo chi ama possiede un cuore nobile. Un amore caratterizzato dal dualismo, che si divide tra desiderio fisico e spirituale, tra sofferenza e piacere, adulterio e fedeltà.

Non è cambiata tanto la solfa dopo 800 anni. Forse è diventato tutto meno romantico, meno romanzato, sembrerebbe però che noi, in questi tempi così moderni, non diamo più questo grande significato all’amore. Lo svalutiamo o lo distorciamo. Ci arrabbiamo con lui o lo sfuggiamo.

Lo dimostra tutto questo odio nei confronti di San Valentino, che a parer mio, non ha nulla di così fastidioso o opprimente, sembra vi manchi l’aria quando lo sentite nominare.

Cari, ditemi, per quale motivo voi ce l’avete con questa “festa”? Perché chiunque ha un motivo per lamentarsi di questa ricorrenza ogni anno e sinceramente, mi avete frantumato le palle.

Il più caldeggiato è senz’altro ” San Valentino è una festa consumistica”. Festa consumistica is the new black.

Fatemi capire cosa intendete: è perché si esce a cena col proprio moroso, i ristoranti lavorano e voi consumate il loro cibo e i vostri soldi? O perché vi sentite obbligati moralmente a fare un regalo e quindi consumate le vostre meningi una volta l’anno in più oltre che a Natale e compleanno? O siete filosofi del no global e ci tenete a sfoggiare almeno in questo giorno la vostra conoscenza de Il Capitale di Marx del quale avete letto il riassunto nell’ora di diritto ed economia in seconda liceo?

Il secondo motivo, che riesco a comprendere un pochino di più, ma non troppo, è il rosicamento.

La maggior parte dei single il giorno di San Valentino o si dispera da solo a casa con la faccia sul cuscino oppure decide di insultare chiunque invece sia impegnato e decida di prendere la palla al balzo per prestare quelle minime attenzioni in più al compagno/a. Io comprendo la delusione, la solitudine, ma spesso chi non ha un amore da festeggiare durante il giorno degli innamorati, odia chi ce l’ha e odia tutto quello che ne consegue (regali, fiori, cioccolatini, romanticherie, auguri). Insomma sei felice col tuo fidanzato? Sei una merda a spiattellarlo così, vergognati!

Il terzo e sempre caro argomento per disdegnare questa giornata è: ormai è un obbligo, nessuno ci crede davvero.

Potrebbe essere così, ma la colpa è di San Valentino o vostra? Quindi nessuno deve festeggiare perché se no siete obbligati a farlo anche voi? E’ vero che le donne spesso mitizzano questo giorno e si aspettano sempre grandi cose, regali da favola, romanticherie che manco il Dottor Stranamore, ma credo che se fossero più considerate durante il resto dell’anno e se fossero sempre coscienti del fatto di essere amate e stimate, forse non sarebbe così. O forse sono loro a non aver proprio ben compreso il significato di “amore”, ma di nuovo, non è colpa di San Valentino.

Vi svelo una cosa: le feste si possono anche ignorare se non si sentono proprie, si può decidere di non uscire a cena e anche di non fare un regalo! Se siete single cretemi, impegnandovi, potreste anche provare sorprendentemente un po’ di empatia nei confronti di chi ha trovato la persona giusta e decide di dirlo e celebrarlo.

E’ vero, nell’epoca social nessuno riesce a tenersi più niente e ammetto che anche io, dopo il 400esimo post di cuori e ti amo, comincio a scocciarmi, ma la trovo comunque una cosa bella e nel suo primo significato, genuina. Certo è che si potrebbe dire, fare e baciare anche senza spiattellarlo al mondo intero.

L’amore nelle nostre vite lo diamo davvero troppo per scontato e avere un giorno all’anno per ricordarci di chi condivide con noi i sorrisi, le bollette, i figli menosi, le rotture di palle, i momenti di soddisfazione e le poche gioie rimasteci si meriti la nostra attenzione particolare almeno a San Valentino, non è poi così orribile. Spesso non ci rendiamo nemmeno conto di trascurare l’aspetto principale della nostra esistenza, quello che ci rende esseri umani pieni e degni: amare.

Per vostra informazione, io non sono una romanticona e non ho bisogno di cene e regali, ma ogni anno mi premuro di fare una piccola torta o il piatto preferito sia del mio compagno che dei miei figli. Perché ho l’occasione di mostrare loro che anche se corro, se spesso sono nervosa, se vado a letto prima di dar loro la buonanotte e durante la giornata ho borbottato, se non dico ti amo ogni giorno, questo è quello che sento sempre e ci tengo lo sappiano.

Trovo quasi pericoloso questo odio e ribrezzo verso questo giorno. E’ significativo, rende l’idea su come ormai consideriamo l’amore una scocciatura, qualcosa che succede e ci distrae dalle cose futili, qualcosa che ci fa perdere tempo e che ci fa faticare. Io voglio insegnare ai miei figli che amare è rispettare, che ogni tanto bisogna scendere a patti con quello che non ci piace tantissimo se piace all’altro, che un piccolo pensiero, anche non materiale, è importante per chi abbiamo accanto.

Non vi piace l’idea del regalo? Benissimo, non fatelo. Non vi piace andare a ristorante, spendere soldi, sedervi in una sala stracolma di gente che è lì solo perché deve? State a casa. Festeggiare l’amore deve venire da dentro e non è detto debba succedere per forza il 14 febbraio. Però, rispettate chi vuole farlo, chi ha piacere di farlo, chi vuole condividerlo con i figli o gli amici di facebook.

Comunque per finire, ci metterei un bel STI CAZZI carissimi, fate quello che vi pare e pensate male di tutto e tutti, ma non dimenticatevi mai di amare. Ogni giorno. Perché vivere senza amore è inutile.

 

Consigli su come passare San Valentino a casa con i figli? Ve li da Emotions Mamy!

 

 

 

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