Scuole Medie e Miur: lo psicodramma

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Scuole Medie e Miur: lo psicodramma.

Iscrizioni alle medie e il MIUR, un dramma!

Quest’anno combaciano anche con il grande evento: il compleanno di mia figlia. Lei non chiede mai niente durante l’anno, non ha smania di possedere cose, di organizzare feste, di essere al centro dell’attenzione, ma quando è il suo compleanno, il mondo si ferma e deve cominciare a girare intorno a lei, almeno per una settimana.

Questo compleanno è stato particolare anche per me, segna la fine di un’epoca, sia per me che per lei; è l’ultimo della scuola elementare, l’ultimo da “bimbe”. Ci sono già passata con mio figlio grande e non mi illudo, so che dall’anno prossimo sarà tutto diverso, anche lei lo sarà; io non avrò più una bambina, avrò un’incazzosissima figlia che mi odia e che mi urlerà in faccia ogni volta che le sarà possibile e che non mi ascolterà mai più, anzi farà solo il contrario di quello che dico.

Devo dire che l’indelicatezza del MIUR, che ha aperto le iscrizioni on line alla scuola media proprio nel giorno del compleanno di mia figlia, mi ha veramente offeso e gettata nella malinconia e in una sorta di lutto, nella consapevolezza che basta, non ho più due bambini, ma due ragazzi.

Detto ciò, il momento in cui ti trovi davanti al sito internet del MIUR per l’iscrizione, è un momento mistico, un’esperienza sensoriale per la quale bisognerebbe essere preparati prima seguendo corsi di gestione della rabbia e anche qualche lezione da un hacker. Per cominciare, non viene scritto da nessuna parte quale documenti servono per portare avanti la registrazione e la compilazione dei moduli, quindi tu magari sei in ufficio e arrivi ad un certo punto per cui ti vengono chiesti i dati del tuo ex marito, padre ahimé dei tuoi figli, e devi scrivergli, chiamarlo, cercare di avere quelle informazioni senza dover chiudere tutto e ricominciare da capo in 5 minuti; già lì, solo perché hai dovuto chiedere qualcosa allo stronzo, ti si è gonfiata la vena. Secondo, spuntano i meravigliosi codici meccanografici, che nessuno sa cosa siano prima di ritrovarsi su questo sito immondo. Quindi, prima devi apprendere della loro esistenza, poi devi capire cosa siano e una volta fatto ciò, devi trovare quello della scuola in cui desideri iscrivere tuo figlio/a. Ed ecco che pensi, dai vado sul sito della scuola e lo trovo. E invece no, figuriamoci se una scuola che sa che l’iscrizione nel proprio istituto dipende da quel codice, lo renda disponibile così semplicemente. Ho dovuto setacciare mezzo web, aprire dei pdf inutili, cercare in ogni dove e poi, dopo mezz’ora, l’ho trovato, ma io so usare abbastanza bene il pc; immagino alcune mie amiche nell’ansia con le lacrime agli occhi dal nervoso, i sudori freddi e gli attacchi di panico alla ricerca di sto maledettissimo codice meccanografico di sta cippa; per poi scoprire, dopo aver chiuso la pagina cercata per ore, che non sarà l’unico cazzo di codice meccanografico di cui hai bisogno, perché adesso ne servono altri due, in caso la scuola non accetti la propria iscrizione, degli altri istituti scelti.

Per me è uno psicodramma, io quando vedo e faccio queste cose vado fuori di testa, perdo il controllo della pace interiore e mi sento ronzare le orecchie dalla rabbia. Ma com’è possibile che gente che lavora al ministero non si renda conto di quello che fa? Ma è così difficile aggiungere un link con i codici o per ogni scuola, aggiungerlo al proprio sito web? Gioie belle, voi sareste quelli che dovrebbero istruire i miei figli, e non siete nemmeno capaci ad organizzare un form di merda per un’iscrizione, inserite richieste di dati difficilmente reperibili e manco ci avvisate prima! Io penso che le persone che siano riuscite a completare un’iscrizione on line sul sito del MIUR in una volta sola siano il 5%, quelle che non hanno bestemmiato lo 0,5%. In media ci si impiega una mezz’ora per scrivere quattro cagate, grazie agli ormai famosi ma prima del tutto sconosciuti codici meccanografici di merda.

Ora dico, già devo affrontare il tristissimo momento di lasciare nelle manacce delle scuole secondarie di I grado la mia ex bambina, già devo prepararmi al fatto che le crescano le tette, che abbia la sindrome premestruale e che cominci ad odiarmi, e voi, mi date la spinta finale verso l’esaurimento nervoso?

Da queste piccole cose, che poi piccole non sono, si capisce che viviamo in un paese di pagliacci, un paese che vuole digitalizzare (ed era pure l’ora) perché lo dice l’Europa, ma che poi mette lo zio del politico a fare il lavoro e lo zio del politico avvitava mobili ikea ieri, non faceva l’informatico; un paese che nei siti degli istituti scolastici non fa trovare le informazioni minime richieste per agevolare l’iscrizione, che ti fa fare l’iscrizione on line, ma poi se mandi una mail alla segreteria della scuola, nessuno la legge, e i papiri di deleghe e fotocopie di carte d’identità e via discorrendo le devi portare a mano, cartacee e perdere una mattinata. Andatevene un po’ a cagare va’.

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