Spiaggia: Mamme Allegre vs Mamme Pie

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Tempo di spiaggia, dove purtroppo le Mamme Allegre incontrano le Mamme Pie.

Per chi come me ha la fortuna di vivere a 100 metri dalla spiaggia, la vita estiva si svolge proprio lì, uno dei pochi luoghi che raccoglie ogni tipologia di essere umano, ma soprattutto di mamme.

Ci sono diversi modi di vivere la spiaggia: noi Mamme Allegre con i figli ormai adolescenti, cerchiamo di sciallare di brutto e a dire il vero non ci riusciamo benissimo; siamo circondate da Mamme Pie, in formissima, perfette, ogni giorno con un costume nuovo dell’ultima collezione e con dei figli uguali a loro, ovviamente solo fuori.

Le Mamme Allegre fondamentalmente se ne sbattono dell’uniforme e la prova costume non la passano da circa 14 anni, cioè da quando i nostri figli ci hanno rovinato il fisico e la salute mentale (tranne la Gulli che invece è supermuscolosa e sportivissima, ma anche lei porta le ciabatte che qualcun altro ha dimenticato la sera prima sulla riva).

Per noi, non esiste incubo peggiore che dover dividere quei due metri di spiaggia rimasti liberi con le Pie. Siamo proprio appiccicate, dobbiamo fingere di starci simpatiche e di interessarci ad argomenti che, quando siamo al mare, proprio non ci sfiorano, vedi scuola, matrimoni, battesimi, vacanze altrui in posti meravigliosi, moda e via discorrendo.

Noi Mamme Allegre vorremmo solo poter parlare male di loro in libertà, sbeffeggiando la loro camminata con palo nel sedere sulle pietre roventi e qualsiasi cosa dicano o facciano, perché ci sta sulle balle tutto di loro.

Le Mamme Pie arrivano presto al mattino, si portano l’ombrellino fatto all’uncinetto e affittano il lettino; hanno 200 euro nel portafoglio, ma a pranzo vanno a casa, perché così possono mangiare erba e tristezza e cambiarsi il costume, che sta male tenerne uno solo tutto il giorno. Ritornano poi verso le 16 e ricominciano a tediare tutta l’umanità con i loro discorsi inutili sui propri figli perfetti, angeli meravigliosi.

Noi Mamme Allegre, da quando i ragazzi sono cresciuti, scendiamo in spiaggia alle 18, con l’insalata di riso e pronte per l’aperitivo, spesso con le birre in lattina del discount. Abbiamo 50 euro che ci devono bastare per tutta la settimana e tanta voglia di quietare. Appena arrivate cerchiamo i nostri ragazzi e li cazziamo immediatamente perché hanno tutta la roba sparsa per la spiaggia, i vestiti appallottolati dentro lo zaino, il cellulare sulle pietre che urla “rubami” e quasi sempre hanno perso le ciabatte. Poi li vediamo fare i tuffi da 100 m di altezza e dalla riva gli urliamo che li uccideremo noi al loro ritorno se non muoiono nello schianto e abbandoniamo subito il nostro obiettivo minimo: fare un bagno in pace. Dalla disperazione gli molliamo 5 euro ciascuno affinché si levino dalle balle almeno 15 minuti per bere qualcosa o prendere una granita e ci tuffiamo leggiadre per stare a mollo il più lontano possibile da tutti.

Le Mamme Pie credono che i loro figli in spiaggia siano dei veri signori, infatti non li guardano nemmeno. Molte di loro frequentano stabilimenti balneari e lasciano al bagnino l’onere e l’onore di avere a che fare con loro, mentre si ustionano sul lettino con la musica nelle orecchie o chiacchierano a chilometri di distanza massacrando quel professore che ha osato dire che forse il loro bambino meraviglioso è un po’ agitato e irrispettoso.

Sono piene di riviste, eppure arrivano con una borsetta da mare minuscola, come facciano non lo so. Non sudano e non urlano mai, lasciano agli altri la responsabilità di mandare a cagare quelli che loro credono essere santi figli e che invece sono il male del mondo: ti prendono a pallonate, fanno i bulli con chiunque, che siano anziani o coetanei, si suonano in continuazione, ma le Mamme Pie se ne accorgono solo quando arrivano a piagnucolare e ovviamente, senza aver visto nulla, sentono il bisogno di infilarsi ai piedi le ciabatte di Barbie e venire da te, a dirti che quel mostro che hai partorito ha osato toccare il suo angelo.

Nel frattempo però le Mamme Allegre erano sulla scena del delitto e avevano urlato ai Figli Pii di smetterla di rompere le palle a chiunque, cercando poi di allontanarli dai nostri Figli Mostri che hanno preso manate per ore senza reagire, se non all’ultimo minuto. Ma il cazziatone ce lo prendiamo lo stesso. Così poi dobbiamo spiegare a dei ragazzini che hanno appena finito di essere picchiati e derisi che non devono alzare le mani anche loro, perché poi qualche stronza arriva a rovinare la giornata a tutti, dando lezioni di genitorialità giammai richieste.

Noi Mamme Allegre in spiaggia non occupiamo un posto, ci accampiamo. Noi spavalde giovani dentro e pochissimo fuori, andiamo a fare i tuffi con i nostri Figli Mostri, li lanciamo in aria, facciamo coreografie di nuoto sincronizzato e ci facciamo delle grasse risate, mentre le Mamme Pie ci guardano dal loro spot molto chic con lo sguardo schifato di disapprovazione e qualche volta sfilano fino alle docce perché in quel mare dove nuotiamo anche noi, loro non ci si immergono. Noi facciamo considerazioni sugli uomini che ci circondano, sulle nuove coppie nate, sui nostri casini e sulle nostre storie malate o appena nate, mentre le Pie sfogliano Vanity Fair e cercano di capire cosa possono mangiare o meno, con quale colore possono farsi vedere in giro, mentre i loro angeli mietono vittime in silenzio per tutto il circondario.

Ora, noi quasi mai ce la prendiamo con i Figli Pii, perché fondamentalmente sono ragazzi come i nostri, solo più stronzi e supportati dalle loro madri nelle loro malefatte. Noi abbiamo i Figli Mostri, che fanno casino, schizzano, a volte rispondo male alla signora che si lamenta, ci rompono le scatole ogni cinque minuti, ma con noi poi ci stanno volentieri perché li accettiamo così, anche quando vorremmo affogarli, perché sono adolescenti ed è scritto nel loro corredo genetico che debbano sfiancarci la psiche. Noi siamo lì a sgridarli quando mancano di rispetto o esagerano e se lo fanno, non li difendiamo, anzi. Soprattutto, sappiamo sempre cosa fanno, anche quando non siamo presenti e se non lo sappiamo, prima di andare a spiegare agli altri come vivere e crescere i propri figli, ci informiamo e poi decidiamo il da farsi.

Io avrei un’idea: tutte le Mamme Pie dovrebbero andare negli stabilimenti balneari, nessuna nella spiaggia libera, soprattutto in quella dove andiamo noi. Tutte insieme nella stessa spiaggia a sfilare a compiacersi del proprio vuoto, mentre i figli si estinguono uccidendosi uno con l’altro, tanto lì nessuno potrebbe mai dar loro la brutta notizia che pure dalle loro vagine sono usciti ragazzi normali.

Noi Mamme Allegre comunque, insistiamo con gli aperitivi serali, i tramonti, i tuffi e le coreografie, in pace. Anche perché la sera le Mamme Pie vanno a ristorante o nei locali superfashion, mica come noi barboni in spiaggia a mangiare con le forchette di plastica!

 

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