Le due megere – Storia di un borgo marinaro

Genova, Priaruggia.

              Passavo ogni giorno davanti a quel muretto, dopo aver comprato il pane e fatto due chiacchiere al bar davanti alla focaccia con le cipolle e il bianco.

A Priaruggia ogni giornata filava uguale all’altra, ogni anno per tutto l’anno, sembrava niente succedesse mai. Prima la colazione, poi la spesa. Il pranzo, il circolo e la partita a carte, poi il ritorno a casa da una moglie annoiata e con tanta voglia di parlare.

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La strada è nostra: storie di un borgo marinaro

La strada è nostra, una storia di quartiere e di identità.

            Un cappuccino, un pezzo di focaccia alle cipolle e il Secolo XIX, sempre la stessa storia di ogni mattina.

Era una bellissima giornata a Priaruggia, il sole della primavera, tiepido e luminoso, mi fece scattare una strana voglia: fare due passi sul lungomare.

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Gli stivali di gomma – Storia di un borgo di mare

Gli stivali di gomma

Un semaforo e una cabina telefonica.

Qualche panchina, il continuo strillare dei gabbiani, il chiacchiericcio come perpetuo sottofondo, e davanti agli occhi, una baia che si apre luminosa anche la notte; il mare, il sole che scalda i gozzi e profuma di legno.

Priaruggia: una roccaforte, un microcosmo quasi inespugnabile in cui si fa davvero fatica ad entrare, ma ancora di più ad uscire.

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