Gli Uomini di Merda: i Truccatissimi

Gli Uomini di Merda: i Truccatissimi

Bene, eccoci arrivati agli uomini di merda di nuovo. Ne abbiamo esaminate varie tipologie, ma mi preme fare un punto anche sulla categoria dei “Truccatissimi”.

Ne conosco più di uno sfortunatamente e per una donna avere accanto qualcuno che si può definire maschio solo perché ha un pisello, è una grande tragedia.
Io sono una di quelle femmine che vivono metà della loro vita in pigiama, e se potessero non se lo toglierebbero mai, ma non quei pigiama di pizzo o di raso, quelli di pile con i pinguini rosa. Già da questo, comprenderete che non mi sarebbe possibile condividere una sola ora con un maschio che prima di andare a letto si strucca e si mette una canotta dieci taglie più piccola della sua e lo slip slancia pacco.

La moda maschile ha dei grossi problemi di coerenza ultimamente; mi capita di vedere uomini che sembrano serpenti: lisci, unti; altri con delle barbe che nascondono reperti di cibo classificabili come fossili, altri ancora hanno quella barba finto-trascurata e poi le sopracciglia ad ali di gabbiano o il petto depilato. Che schifo.
Ma vi pare che la sera, quando finalmente in intimità ci si mette sul divano, il fidanzato si avvicini a voi e vi sussurri “amore, mi fai lo scrub? Ho la fronte lucida e sono ruvido, dai patatina! Magari poi con la pinzetta mi levi due peli, lo so che ti piace”. Se vi piace consiglio la psicoterapia, ma non di coppia, personale, perché tu femmina vorresti tanto avere un bambino e fai finta di nulla, perché un po’ te lo senti che lui è gay, ma non vuoi ammetterlo a te stessa, e tu “maschio” vorresti avere un fidanzato, ma non lo sai.

Si care, sono finiti i tempi in cui il moroso ci aspettava delle ore, quando arrivava con i peli acconciati come gli veniva facile e profumava di deodorante e dopobarba; questa era una dichiarazione d’amore, si era spinto oltre al bidet. Adesso siamo noi che aspettiamo fuori dalla porta del bagno mentre il “ragazzo” si mette il contouring per risaltare lo zigomo e mette la bb cream che fa il viso fresco.  I Truccatissimi profumano come rose appena sbocciate, come la maestra dell’asilo, hanno le gambe più lisce delle nostre e minchia sono guai se ci vedono col rasoio: “ma sei matta? Prima di tutto ti si incarna il pelo e poi ti viene il brufolo, secondo che orrore, poi ti vengono dei peli duri come il legno!”; dentro di te pensi “certo, lo so amore mio gioia bella, io ho già i peli di legno, da anni, non lo sai solo perché ci frequentiamo da poco, e visto che con spavaldaggine mi sgridi su come porto il mio pelo, direi che ci frequenteremo ancora per meno di poco, sia io e te che te e il genere femminile”.

Questa sottospecie di uomini di merda è decisamente destabilizzante per noi. Ci fanno innamorare con la loro dolcezza, la profondità delle loro parole e per il modo in cui riescono a capirci. Ci illudono che al mondo esista un essere di sesso maschile che abbia la minima idea di come ragioni una donna, di cosa le serva per essere felice e compresa (ecco peché li chiamiamo poi uomini di merda).

Lui ci capisce, si, ma col passare del tempo siamo noi che abbiamo una serie problemi d’identità, non ci viene più il ciclo e ci cresce anche il pomo d’adamo, oltre al presentarsi di un fenomeno ancora più strano, ovvero il rigonfiamento di testicoli nuovi di zecca.

Per un breve periodo è bello fare shopping insieme, andare in profumeria a scegliere profumi e creme insieme, poi si passa alla lampada, alle sopracciglia, alla luce pulsata, al trucco tatuato e le iniezioni di botox nelle labbra e nella fronte. Ecco che si supera un limite, quello di come ci dobbiamo depilare, truccare, vestire su consiglio (ordine) del fidanzato, che scandalizzato dalla nostra sciatteria e incompetenza nel campo della cosmetica, decide di non toccarci più, lui dice perché gli fanno schifo i peli superflui, io dico perché sente mancare qualcosa nell’intimità, qualcosa che una donna non possiede.

Non tutti gli uomini di merda Truccatissmi sono gay latenti, infatti ci sono anche quelli che sono solo “Narcisi che se lo credono” e basta, quelli che pensano di essere superfighi, sexy da morire, una roba alla quale nessuna femmina potrebbe resistere, e se ci riesce, o è lesbica o non capisce un cazzo. Basta entrare in una palestra per capire che hanno proprio una visione dell’estetica fuori dai canoni comuni, hanno un codice di stile che li contraddistingue dal resto dei normali maschi, sono tutti uguali. Hanno tutti i capelli tagliati allo stesso modo e vanno  pure dallo stesso parrucchiere, tutti! Hanno delle sopracciglia che sembrano disegnate col tratto pen e neanche un pelo addosso. Sono abbronzatissimi tutto l’anno, anche nei posti più reconditi del corpo. Si chiamano frè o brò, hanno anche tutti gli stessi tatuaggi, lo stesso profumo e deodorante, ovviamente vestiti uguali uno all’altro. La sera si riempono di creme, perché con tutte le lampade che fanno si raggrinziscono e devono inumidirsi regolarmente, vanno dall’estetista un giorno si, l’altro pure, fanno la manicure e la pedicure, perché se poi devono mettere le infradito da un milione di dollari, non lo possono mica fare con i piedi in disordine. Si guardano tra di loro, e si lanciano occhiate di stima, si attraggono a vicenda perché davvero loro si sentono così sexy da far svenire maschi, femmine, chiunque incontrino sul proprio cammino.

Ma ora dico, non avevamo già abbastanza problemi con l’uomo che non deve chiedere mai e quello coniglio? Ma dovevamo anche litigare per chi ha il primer migliore e su che colore di contorno occhi ci serve la mattina? Possibile che non possa depilarmi con un rasoio in pace e d’inverno, non depilarmi proprio? Davvero dobbiamo rimpiangere quei giorni in cui bastava dare un po’ del nostro “amore” ad un uomo due volte al mese per farlo quietare e non dover  più costringerci a farci fighe ogni giorno controvoglia? Mi dispiace uomini di merda Truccatissimi, ma non c’è posto per altri drammi e cosmetici nella vita di una donna. C’è posto per molte altre cose che esulano dall’acetone e dall’acido ialuronico.

A voi, adorabili Truccatissimi, basteranno quattro sedute di psicanalisi per capire che vi piacciono la pelle morbida e il Chanel n5 esattamente quanto vi piacciono i maschi. Per voi “narcisi che ve lo credete”, datevi una calmata, che siete inguardabili e mi ricordate i delfini spiaggiati che devono essere inumiditi col burro di cacao e le pezze per non squamarsi.

La Sindrome Bipolare della Donna Insoddisfatta: Quando una Cagata Diventa un Problema Insormontabile

La Sindrome Bipolare della Donna Insoddisfatta: Quando una Cagata Diventa un Problema Insormontabile

Oggi sento un vuoto cosmico dentro di me, tutte abbiamo quelle giornate che ci sembrano andare di merda anche se in realtà non è successo niente di particolarmente brutto. Sono donna.

E’ stata un’escalation, sono uscita per andare a lavorare e a sentire i soliti discorsi mi sono intristita; avevo già in testa la mia imminente missione in posta, la cosa mi ha messo di cattivissimo umore; io odio andare in posta, soprattutto se devo pagare bollette da un milione di dollari. Uscita dal settimo girone infernale, sono arrivata a casa decisa a farmi un bel bagno, lascio che la vasca si riempia di schiuma e quando entro, l’acqua era quasi fredda; non so se vi rendete conto della gravità della cosa, l’aspettativa distrutta di un bagno caldo in silenzio e solitudine. Giornata rovinata.

Sono fatta così, oggi avevo una voglia matta di lottare contro la mia ignoranza multimediale e modificare il blog, trasformarlo un po’, renderlo figo e irresistibile; volevo dimostrare a me stessa che ce la posso fare da sola a gestire questa cosa, che piano piano si sta ingrandendo e sta diventando impegnativa; il primo ostacolo incontrato è stata la carta di credito. Vuota. Con questo, ho dovuto mettere da parte i miei sogni di grandezza, e mi si è spalancata la tristezza. Avevo realizzato fin dalla posta che sarebbe stato uno di quei giorni in cui vado a letto col mal di testa e incazzata nera senza nemmeno sapere il perché, purtroppo sono bravissima a trasformare un’inezia in un problema esistenziale insormontabile, proprio come è successo per la carta di credito e wordpress. Volevo solo comprare un pacchetto dignitoso per gestire il mio blog, e invece mi sono ritrovata col magone a pensare che non sono autosufficiente e devo chiedere la paghetta al mio fidanzato visto che, dopo la visita del settimo girone infernale e il bonifico alla società calcistica di mio figlio, non mi è rimasto niente. Non riesco a spiegarmi come sia possibile che io lavori sempre e per chiunque e non venga mai pagata porca zozza.

Sono sprofondata nello sconforto, così, in due minuti; avevo davanti una nuova vita da blogger, mi vedevo già sommersa da sponsors e omaggi e invece, la mia misera condizione di scrittrice frustrata è rimasta la stessa, mentre la mia fiducia in me stessa è stata sgretolata da un plugin mai scaricato.

Ho passato la giornata davanti al computer, dopo aver esplorato tutti i temi gratuiti disponibili su wordpress, ho guardato mille tutorial su youtube per truccare mia figlia ad Halloween e ho scoperto così di non sapere assolutamente nulla sui trucchi: ma possibile che solo io non sappia cos’è un primer? E fu così che anche la mia dignità di femmina venne ferita. Come farò ad insegnare alla mia bambina a truccarsi? L’unico termine specifico che conosco sul trucco è eye-liner, e non me lo so manco mettere dritto. Uso il mascara normale, non quello che ti fa pesare le palpebre, e compro le matite per gli occhi da Kiko, perché sono fichissime, colorate, brillantinose e superkitsch, inoltre, ricollegandomi alla disperazione di prima, non è che mi possa permettere altro.

Facendomi spazio tra questi mille drammi, mi sono resa conto che è ora di preparare la cena, ma sono così demoralizzata che preferirei digiunare, e gradirei in questo anche la collaborazione della famiglia; purtroppo quando ho chiesto loro di non cenare mi hanno fulminato con lo sguardo, e adesso mi dovrò torturare anche per capire che cosa preparare contro voglia, visto che tutto quello che mangiamo pare ci uccida. Insomma che mi tocca sconfortarmi anche perché nessuno in questa casa ha rispetto per la mia triste condizione giornaliera, per il mio dolore di essere una donna strapiena di motivazione e progetti rinchiusi dentro un piccolo corpo con il portafoglio vuoto; nessuno che abbia rispetto per il fatto che sia una masochista lunatica. Una tristezza infinita, un’agonia e accidia pesanti come un macigno, nati per caso in un’uggiosa mattina di autunno e cresciuti inesorabilmente fino a sera. Dentro di me strisciano imprecazioni e parolacce che cercano una via di fuga e presto, se mio figlio non finisce di fare i compiti velocemente, la troveranno, si abbatteranno tutte su di lui, comincerò ad andare in giro come sempre borbottando frasi a caso a denti stretti come “sempre il solito, a quest’ora ancora sui libri” oppure “che palle, qui ognuno si fa i fatti propri, basta che io cucini” (ovviamente uso una versione light del linguaggio, in realtà molto più scurrile), sbattendo oggetti di ogni tipo mentre nessuno mi caga, ormai tutti sanno che ho questi momenti di follia pura e mi ignorano.

Sapete cosa vi dico? Io non vedo l’ora di andare a letto, perché sclerare in questa maniera, senza un reale motivo, è impegnativo e alla fine stanca, è un esercizio mentale che mica tutti sono in grado di gestire passare da una semplice mattinata di lavoro alla depressione mista a rabbia in cinque minuti, e provo anche un certo fastidio nei confronti delle altre persone parlanti che ho intorno. La verità è che sono troppo sensibile per questo mondo crudele, che sono troppo orgogliosa per non riuscire a fare una cosa nello stesso istante in cui l’ho deciso, perché sprigiono passione e voglia di realizzarmi da tutti i pori e non posso più aspettare. Non so, ho la sensazione di essere sempre ad una svolta, ma di non riuscire mai a girare l’angolo, quindi qualsiasi momento è buono per far riaffiorare la frustrazione ancestrale femminile. Questa non è che la descrizione di un’ordinaria giornata da donna che vuole essere di più, del tutto normale e per niente rara, credo di condividere questo terribile mood da licantropo quando vede la luna con molte di voi. Dispiace solo per chi ci capita vicino, niente di personale, vi consiglio di pregare che non succeda che queste giornate combacino con le mestruazioni.