Life Coach: il nuovo lavoro del millenio o anche no?

I Life Coach, ma chi sono e cosa fanno di preciso?

I Life Coach sono una nuova categoria di lavoratori che mettono al servizio dell’umanità la propria conoscenza. Loro sanno tutto. E sono dappertutto, una diaspora.

Io ne conosco almeno 6 nel mio quartiere, questo può darvi un indizio di come sia estremamente difficile intraprendere questo percorso, di come sia un mestiere estremamente selettivo.

Ma cosa bisogna fare per diventare Life Coach, ovvero Istruttore di Vita, e qual’è il suo ruolo?

Prima di sparare minchiate enormi mi sono istruita io stessa, ma temo lo farò comunque.

Esistono miliardi di corsi per imparare a fare coaching, per tutti i gusti: sei un titolare con poco polso? Non riesci a raggiungere i tuoi obiettivi? Ecco che subentra il Life Coach che attraverso esercizi mentali, fisici e talvolta pure spirituali, ti aiuta a farlo. Vuoi dimagrire e diventare figa/o? Eccolo lì il Life Coach, ti sprona a correre, a bere frullati e a meditare. Hai problemi nelle relazioni sociali, intime? Ci pensa sempre lui, il Life Coach, e la tua vita diventerà meravigliosa, ricca di amici, sesso e amore.

In sostanza questa figura di Coach, dovrebbe aiutare l’individuo che ne sente bisogno a realizzare sé stesso e a raggiungere i propri obiettivi attraverso alcuni sistemi e prove che io trovo quantomeno discutibili.

Ma il Life Coach non nasce “imparato”, frequenta dei corsi per diventarlo, dei master costosissimi, che poi sarai tu essere umano perso e bisognoso di aiuto a pagare.

Intendiamoci, esistono tra i Life Coach figure altamente professionali e titolate per svolgere questo lavoro, ma sono quelle che si sono laureate e hanno fatto corsi di laurea specializzati in questo, certificati e di efficacia dimostrata, sono quelle che trovi nelle mega aziende ad aiutare dipendenti e amministratori a far le cose in serenità e in maniera positiva, che aiutano a collaborare e a gestire lo stress e gli scopi da raggiungere. E soprattutto, sono pochi.

Quelli che conosco io sono degli sfigati che non hanno voglia di fare un emerito cazzo nella vita, che non hanno mai centrato un obiettivo e quindi hanno deciso di andare ad insegnare agli altri come vivere. Si sono inventati un lavoro insomma, ma sostanzialmente truffando gli altri.

In Italia, che ormai sappiamo essere diventata la Repubblica delle Banane, per fare il Life Coach ti basta credere di esserlo. Visto che hai dato due consigli al tuo amico per telefono e gli è andata bene, domani ti fai pagare 200 euro l’ora per dire a un povero cristo cosa deve mangiare e cosa deve dirsi guardandosi allo specchio la mattina. Non ci sono solo gli “autoimparati”, ci sono anche quelli che fanno i corsi, ma quelli da 30 euro su Groupon on line con 2 incontri messianici di gruppo.

Ho visto alcuni filmati di covegni e sono rimasta sconvolta. Un tizio parla per ore e la gente applaude, urla frasi di incitamento, in sostanza una messa in stile Blues Brothers dove si vede la luce, oppure, una setta bella e buona, dove non è che impari qualcosa, ti viene inculcato qualcosa. Ed esiste un solo modo per vivere, quello che ti spiegano e basta. Un modo molto poetico e praticamente impossibile da mettere in pratica, perché vi svelo un segreto, al mondo esistono anche le altre persone, ed interagiscono, spesso nostro malgrado, con noi. E non come noi lo abbiamo deciso.

E’ molto bello sapere che ci siano persone che ci possano aiutare a vivere meglio, a goderci il tempo, ad impiegare le nostre energie ottimizzandole, è consolatorio sapere che ci sia qualcuno che ci possa ascoltare, passare del tempo con noi e darci consigli, dirci cosa dobbiamo fare in ogni situazione. Io vado dalla psicologa per questo, con la differenza che lei mi aiuta a capire come, per me, sia meglio affrontare le cose, non mi dice come farlo, non mi spiattella due frasi fatte prese dagli aforismi di Jim Morrison o da Osho da raccontarmi ogni mattina fino a che non ci credo. Ma comprendo che non tutti la vedano come me, non c’è mica niente di male.

Però attenzione. Io sono un po’, anzi molto diffidente nei confronti di quei Life Coach improvvisati, di cui vedi foto e filmati su Facebook di prima mattina con un bel frullato di erba di prato e urina e un sorriso fastidiosissimo alle 6.30. Quelli/e che li conosci, abitano nel tuo quartiere e li vedi già alle 17 al pub a spaccarsi di spritz e che frequentano spacciatori di cocaina, per poi ritrovarli nella timeline la sera che ti consigliano la tisana depurativa di erba gatta e lavanda per disintossicarsi dallo stress della giornata. Quelli/e che sai che hanno avuto una vita e che ancora la hanno, dove niente funziona, che non si curano dei figli minimamente o che invece hanno sempre avuto la tendenza a dirti come devi fare la madre perché lei/lui lo sa molto meglio di te e come lo fai tu non va bene, senza che tu per altro, gli/le abbia mai chiesto un parere in merito. Quelli/e che li/e guardi e pensi “minchia questa/o sta fuori come un balcone” e poi ti arriva col biglietto da visita con scritto Life Coach. A me. Ma vai a cagare.

Quello che io non comprendo è proprio la tendenza della gente, che oscilla tra lo “sticazzi” riguardo a tutto e la totale intromissione nella vita altrui cercando di imporre il proprio punto di vista. Ora, tu che vai in giro con l’auricolare spiegando alle gente che non si deve stressare digrignando i denti,  litigando con mezzo mondo perché fai continue minchiate, tu che non sei mai a casa con i tuoi figli perché hai da insegnare agli altri come farlo, ma che cazzo vuoi da me? Cos’hai da insegnarmi? Cosa ti fa pensare di essere meglio di me?

Trovo che la maggior parte dei Life Coach siano dei frustrati che non hanno nessuna intenzione di occuparsi di sé stessi perché non vogliono mettere in discussione i propri fallimenti, quindi si concentrano, per mero denaro il più delle volte, sui problemi degli altri. E trovo che molto spesso lo facciano male, senza nessun metodo, con banalità sentite o viste su youtube, senza nessun tipo di credibilità e competenza.

Parliamoci chiaro, secondo questi canoni, io sarei una Life Coach perfetta! Ascolto sempre tutti, do consigli agli amici, sono sempre disponibile a discutere, ma ho anche la consapevolezza di non sapere gestire proprio benissimo la mia di vita, un minimo di umiltà. Umiltà che ai Life Coach che conosco io manca totalmente. Persone che si sentono leader e non sono in grado di portare fuori il cane alla sera perché è troppo impegnativo anche quello. Persone che vogliono fare il lavaggio del cervello agli altri facendo loro credere che esiste un metodo studiato per stare bene, e sappiamo tutti che non esiste. Il modo per stare bene lo dobbiamo trovare noi, non ne esiste uno per tutti.

Sono sempre stata abbastanza convinta che questi raduni di Coach siano delle sette, dove ognuno parla del proprio potere e cerca di farlo valere sugli altri, per me non si chiama mindfulness, si chiama abuso. Certo, forse si ci sente un po’ meglio e più sicuri, ma prima o poi si arriva al momento in cui ci si rende conto che non siamo stati noi i fautori di quella sicurezza, ma regole e preconcetti di una banalità estrema, poco, pochissimo riscontro nella realtà e puf, svanisce di nuovo.

Quindi per quanto mi riguarda, meditate, parlatevi allo specchio, incitatevi, ma fatelo per i fatti vostri secondo le vostre regole. La mente è meravigliosa, non fateci giocare troppo gli altri.

Ecco qui un video che ho trovato, uno dei tanti, un concentrato di frasi fatte ed esaltazione: Tony Robbins

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Il Mio Libro, anche versione Ebook

Nowaytobeme diventa un libro! Ve lo presento..

Nowaytobeme è diventato un libro!

L’idea del blog Nowaytobeme è nata dopo che mi era parso necessario trovare un veicolo alla mia frustrazione.

Ho scritto sul mio blog di come le persone che ho intorno influenzino la mia vita, cosa vedo in queste persone, che spesso giudichiamo di fretta e senza fermarci a pensare che ruolo abbiano e perché.

E’ stato faticoso ritagliare del tempo per scrivere, rileggere, per trovare un filo logico ai miei post.

Ma ad un certo punto mi era chiaro, l’ho visto e ho capito che l’impresa più grande fosse quella di trasmettere a chi legge quanto sia difficile, stancante, complesso essere “normali”; quante cose viviamo ogni giorno senza renderci conto di quanto siano difficili e per niente banali. Il tutto senza incorrerere in fabiovolismi che riducessero un concetto profondo in un aforisma da 14enni.

C’è stato del nervosismo in casa mentro scrivevo, la mamma si è permessa di prendere del tempo per sé stessa e in effetti mi sono chiusa in camera mia davanti al pc per ore, con un umore poco conciliante con il resto del mondo.

Mi sono svegliata di notte con grandi idee che la mattina mi ero dimenticata, ho pensato e ripensato, ma alla fine ho deciso che il libro doveva essere semplice e leggero, breve e divertente, ma che facesse pensare a quanto non sia per niente banale capire davvero quello che abbiamo intorno.

Dentro a Nowaytobeme c’è la mia vita, ci sono i miei amici, la mia famiglia. C’è la mia testa.

Nowaytobeme è proprio il termine giusto per definire il mio piccolo mondo, fatto di peripezie, avventure e personaggi del tutto usuali, che però rendono unica e irriproducile la persona che sono.

Troverete tante similitudini con la vostra vita nel racconto epico del doversi alzare la mattina controvoglia e affrontare Uomini di Merda, Donne di Merda, la Maledizione dell’Utero e tante altre rotture di balle.

Quindi, ecco come potete acquistare il mio libro Nowaytobeme-Un Libro Semplice per una Vita Complessa  a questo indirizzo

Grazie a chi mi seguirà nel viaggio!

nowaytobeme libro. .

 

 

La Fatica di Essere Sinceri sull’ Amore Finito di un Amico

Questa è stata una settimana decisamente impegnativa, mille appuntamenti, un figlio ingessato, una gita in programma fatta in stampelle, ma un avvenimento tra tutti ha scosso la mia isterica esistenza: la rottura di una storia d’amore, non una qualsiasi, quella di una delle persone che più amo al mondo.

Quando un amore finisce, è sempre facile dare consigli da fuori, fare forza all’altro, schierarsi, ma insomma, ormai abbiamo passato i 30, direi che è meglio farcene una ragione senza starci a raccontare delle favole. Io sono sempre l’amica di merda in queste occasioni, sono quella che dice le cose come stanno anche quando è scomodo, perché secondo me sfuggire alle situazioni le incancrenisce e si rischia di vivere un dolore che potrebbe essere passeggero per anni, e farlo diventare un’abitudine.

Ci sono degli amori che si guardano da fuori e che sembra palese non possano durare a tutti, tranne che ai diretti interessati; ci sono relazioni che vedi cominciare aspettando che finiscano, quelle in cui il tuo amico, a cui vuoi un mondo di bene, si perde e si ci butta di testa e tu non sai cosa dire: vederlo felice ti illumina, allo stesso tempo prevedi già una catastrofe. Io questa catastrofe l’avevo prevista da subito, ma per un po’ mi sono dovuta ricredere; questa storia che a me sembrava fantascienza, è durata anni ed è stata anche a tratti felice, anni di convivenza cominciati come un azzardo.

Due persone così diverse, sia per età che per carattere, mi chiedo ancora adesso come siano riuscite a conciliare le loro vite così a lungo. Lui è paziente, intelligente, un uomo veramente in gamba con un cuore immenso, con grandi braccia per stringerti quando hai paura e con sempre un minuto a disposizione per ascoltare quello che hai da dire; onesto, rispettoso, con tanta voglia di divertirsi e divertente, acuto, spigliato, un ragazzo che è felice se riesce a regalare un sorriso, che ha voglia di casa e famiglia, ma anche di amici e musica. Lei una ragazza timida, schiva, insicura, dal carattere burbero, che può apparire forte, ma che nasconde una grande fragilità, una che se le dici una parola sbagliata ti insulta finché non piangi, ma che quando ti parla non riesce a guardarti in faccia; anche lei si divide tra la voglia di divertirsi e il pensiero di una famiglia, ma è giovane, non ha nemmeno 30 anni,crede di essere matura ma è piccola e ha tante esperienze ancora da fare da sola prima di potersi dire veramente indipendente, ha priorità diverse.

Io ho sempre saputo che questo non sarebbe stato un amore per tutta la vita, semplicemente perché la voglia di protezione di lui e la differenza di età, per anni sono stati un rifugio, un porto sicuro per lei, fino a quando non si è presentata la possibilità di stare al mondo da sola e di capire che è bello avere fiducia in sé stessi, fiducia che lui ha costruito in lei anno dopo anno, e che ci sono tante tante cose da vivere e fare prima di mettere su una famiglia. Io sapevo già che sarebbe arrivato il giorno in cui lei avrebbe fatto un passo indietro, non per paura, ma per presa di coscienza.

Ci sono degli amori che sei costretto a vivere anche tu, perché se vuoi bene ad un amico, vuoi bene anche alla sua fidanzata (non sempre), nel mio caso è andata così. In questi anni, com’è tradizione per il mio ruolo di amica, ho ascoltato da lui i racconti delle loro litigate, degli incazzamenti di uno e dell’altra, dei momenti di crisi, dei periodi in cui tutto andava benissimo ed entrambi avevano gli occhi a cuore; andando avanti nel tempo, mi era sempre più chiaro che questa storia sarebbe finita e non per volere di lui.

Io penso da molto tempo che questo amore sia andato avanti per inerzia, per inconscia convenienza, ma senza malizia da parte di nessuno dei due; lui lo conosco bene, si sarebbe tagliato un braccio per non farle del male e difficilmente avrebbe avuto il coraggio di troncare questa relazione; gli dava sicurezza, gli dava stabilità, ma a mio parere, era più innamorato dell’idea che si era fatto per il suo futuro che di lei; lei stava bene con lui, si era fatta la sua rassicurante routine, la palestra, gli amici, qualche lavoretto, ma con un tetto sicuro sulla testa e un uomo che la sostenesse sempre da cui tornare, anche lei però più innamorata di questa ideale vita che di lui. Tutti e due legati sicuramente da un grande affetto, per come la penso io, non più amore da anni, ma alcune cose si possono vedere solo da fuori.

Arriviamo al punto: io, che sono l’amica di lui, come cazzo faccio a dirgli ciò? Io devo essere la cattiva, dire la verità e palesare agli occhi di lui un amore spentosi tanto tempo fa, che era un progetto, un’idea e non un sentimento. Come faccio a dirgli che lei non ha nessuna colpa, che è solo andata così come doveva andare, che mi meraviglio non sia successo prima e che è meglio per tutti e due? Come posso adesso, ridargli fiducia e dirgli che andrà tutto bene, come posso saperlo?

Che compito ingrato, faticoso e anche straziante è quello dell’amica nei momenti in cui un amore finisce. Io non me la sono sentita di mentire e ho detto esattamente quello che ho scritto; è stato pesante essere spietata, ma per rispetto nei confronti del mio amico ho dovuto farlo, e per fortuna lui è abbastanza intelligente da averlo capito, piano piano lo metabolizzerà. Non ho potuto nemmeno consolarlo dicendo che lei è stronza, perché non lo è stata, ha fatto solo una scelta, altrimenti il classicone intramontabile del “è una zoccola” sarebbe stato semplice ed efficace. Ho fiducia nel fatto che lui torni a star bene, ma è dura, tanto, veder spezzati da un giorno all’altro, tutti quei sogni che davi per scontato si sarebbero realizzati a breve; ci sarà da aspettare, ma le fondamenta della casa questa volta saranno più stabili, ci sarà da farsi dei pianti e da mettere nel cassetto la paura del domani, armarsi di positività e farsi coraggio. Io sarò lì, se necessario anche per i vaffanculo per aver detto la verità, ma continuerò ad ascoltare e ad essere sicera, anche quando fa male. Auguro a lei una vita felice, spero possa crescere e fare quelle esperienze che la faranno diventare una donna indipendente, spero soprattutto che rifletta su quanto lui in questi anni le ha dato, di quanto sia anche merito suo il fatto che abbia preso coscienza di poter fare qualcosa da sola nella sua vita e che gli dia sempre la giusta importanza e il giusto rispetto.

Questo primo weekend in cui lui era solo io non c’ero e mi sono sentita una cacca, ma lui ha sorriso sapendomi con i miei figli a divertirmi, perché è grande e colei che riuscirà a capirlo e ad amarlo, sarà proprio fortunata.