Turisti impossibili: lavorare nel turismo è uno spasso!

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Turisti impossibili: noi italiani che tipo di turisti siamo? Sappiamo dove andiamo? Cosa andiamo a vedere?

Ho recentemente vissuto una delle più belle esperienze della mia vita: lavorare in un museo.

Un museo grande, conosciuto, uno dei più innovativi ed esperienziali d’Italia.

Ho imparato davvero tantissimo e ho riso, tantissimo.

Sono giunta alla conclusione che gli italiani siano turisti impossibili (non solo gli italiani).

Non tutti, guai a generalizzare, ma ho vissuto situazioni che hanno reso il mio lavoro bello, soddisfacente, emozionante, divertente e formativo dal punto di vista umano, oltre che professionale.

Discussioni di altissimo livello e domande che mi hanno lasciato a bocca aperta, come persone che chiedevano “ma dove sono i pesci?” in un museo e non all’Acquario …

Durante il ponte di Pasqua, Genova è stata “invasa” da turisti, molti ignari di cosa avrebbero trovato qui, quasi tutti convinti di venire a visitare un borghetto con un Acquario e altre cose poco importanti.

Tutti armati di biglietti cumulativi per visitare 5 o 6 strutture in 3 giorni e tutti arrivati alla fine di ogni giornata letteralmente distrutti da un tour de force che non si aspettavano.

Qui entra in gioco la figura professionale che aspira alla santità, all’onniscenza e all’ubiquità: l’assistente al visitatore.

Colui che tutto sa, che tutto vede, che è ovunque nello stesso momento, e che ha il superpotere di rendere la visita ad un museo indimenticabile, sia in modo positivo che negativo.

I turisti impossibili sono il pane quotidiano dell’assistente al visitatore, li conosce bene e sa che basta una sola parola fuori posto per rovinare anche il museo più bello del mondo nei ricordi di un ospite.

Ho tantissimi difetti, ma uno dei miei pregi è proprio quello di saper parlare con le persone, capirle e dar loro quello che cercano, sempre col sorriso stampato in faccia e con grande soddisfazione personale: per me anche indicare l’onnipresente bagno è un piacere, e meno male che cesso si dice toilet in quasi tutte le lingue, è una delle poche certezze in questa Babele moderna.

Ho avuto interessanti discussioni con turisti impossibili, alcune hanno reso la mia giornata speciale.

Un giorno, uno di quelli un po’ mosci, settimanali, mi ero già rassegnata ad un pomeriggio senza grandi highlights, ma poi un uomo, ben vestito, sulla 60ina si avvicina a me e domanda:

  • Scusi signora, c’è un evento oggi?
  • Buongiorno, sì, ci sono due eventi, uno in auditorium e uno al primo piano
  • E io a quale devo andare?

Questo è solo un esempio, ma ci sono stati momenti indimenticabili, come quello in cui una nonna, visibilmente accaldata, con due nipotine in lacrime e due valigie mi chiede: scusi, dove devo andare per prendere la nave? Di là?

Eravamo nella hall del museo. Ecco, anche quando vorresti ridere fortissimo invece ti stampi il sorriso, tranquillizzi la nonna e la accompagni fuori, spiegandole come arrivare alla Stazione Marittima.

Oppure, quel pomeriggio gioioso in cui una mandria di turisti impossibili si sono impossessati di ogni centimetro quadrato dell’ingresso e una di loro arriva con fare spavaldo:

  • Scusi signora, a che ora parte?
  • Buongiorno, chi scusi?
  • Ma lei non lavora qui? Non sa niente? Il sottomarino!
  • Aaaaahhh, il sottomarino, mi scusi. No quello non parte, mi dispiace.

Era colpa mia se il sottomarino non partiva e non solo, ero anche impreparata non conoscendo gli orari.

I turisti impossibili esistono e sono tanti: forse non siamo più capaci ad organizzarci, ad informarci, compriamo pacchetti estenuanti per non sforzarci nel pianificare e poi arriviamo alla fine della vacanza più stressati di prima.

Tante cose da vedere, da fare, vorremmo fare tutto e non abbiamo mai il tempo. Non sappiamo più orientarci, senza google maps siamo perduti e nonostante tutto ci venga spiegato, non ascoltiamo, perché ci sarà qualcuno che ci dirà cosa fare lungo il percorso, persino quando conviene fare pipì.

Per fortuna gli assistenti al visitatore, angeli bistrattati del turismo, sono sempre a disposizione per salvare il mondo e le sorti del turismo a Genova!

E comunque, il cesso si sa, è sempre in fondo a sinistra!

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