Gli Uomini di Merda: i Denigratori, peggio delle zanzare

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Ritornano a grande richiesta gli Uomini di Merda!!! Parliamo della categoria dei Denigratori.

Di Denigratori ce ne sono tanti, tantissimi, ma parliamo nello specifico oggi di quegli Uomini di Merda che decidono di essere superiori alle donne in tutto e per tutto e ci tengono proprio a farcelo sapere, a più riprese.

Che meraviglia questi omuncoli, la loro descrizione generalmente corrisponde a questa: bruttini che si credono fighissimi, schiavi della moglie o servi della gleba/zerbini delle fidanzate, morti di figa. Frustrati, i Denigratori l’unica cosa che hanno dalla propria parte sono i soldi e lo sanno benissimo, per questo tendono a parlar male di quello che non possono avere o che non potranno mai essere. Non avranno mai una donna che li ama davvero, non avranno mai la loro stima, e non avranno mai l’intelligenza che possiedono quelle povere femmine che cercano in ogni modo di mortificare.

I Denigratori usano delle bassezze quasi grottesche: cominciano col prenderti per il culo per il tuo aspetto, per il modo in cui ti vesti, con frasi tipo “ma vai vestita in giro come una barbona?”, oppure “guarda, quella sì che è figa, tu ti sei mai guardata allo specchio? Sei un cesso”. Ti girano intorno continuamente lanciandoti frecciatine fastidiose come zanzare.

Ora cari miei, siccome l’intelletto non rientra nelle vostre caratteristiche e cercate di mettervi contro sempre a qualcuna che sapete sia ben sopra al vostro livello (pressoché chiunque), non riuscite a comprendere che mediamente una donna senza turbe psicologiche, con queste affermazioni, dette da voi, ci si pulisce il culo e vi ride pure in faccia.

A quel punto i Denigratori ci rimangono male, spesso vengono anche figuratamente frustati da una risposta del tipo “ma tu chi sei e cosa vuoi da me, idiota”, o il classico old but gold “ma vai a cagare”. Però non mollano, ritentano ancora più agguerriti perché invece di correre in bagno a piangere hai pure risposto atterrandolo; quindi passano alla fase in cui credono di minare la tua autostima, prendendosi gioco di tutto quello che fai nella vita: hai un lavoro da poveraccia, non sai fare niente, non conti niente, non hai successo, sei poverah. Nel mio caso ad esempio la frase tipica è: “ahahahah hai scritto un libro? Tu? Chissà che stronzata, al massimo ci si possono lavare i vetri della macchina, ma chi vuoi lo compri, ma cosa speri, di venderlo a qualcuno?”.

Care amiche, in questa seconda fase mi rendo conto che non mettere le mani in faccia ai Denigratori sia degno di una candidatura al Nobel per la pace, a me parte l’embolo, mi si gonfia la vena, ma alla fine rifletto e penso che un caro e vecchio vaffanculo vada bene comunque. L’importante è non mettersi a discutere perché loro traggono gli unici piaceri della propria misera esistenza proprio dal capire di averci ferite. Non capiscono che ci monta la rabbia, ma che del loro parere non ce ne può fregare di meno.

A questo punto, non riuscendo a capire come mai non siano riusciti ancora a farti piangere o ad attirare la tua attenzione su di loro apparendo come superforti e maschi, passano alla fase che nessuna donna può sopportare, ovvero quella in cui denigrano la tua famiglia. Che sia tuo figlio, il tuo fidanzato, tua madre, tuo padre, a soreta non importa.

Il giorno in cui i Denigratori decidono di farti saltare definitivamente i nervi, operazione per cui basta la loro stessa esistenza, si approcciano a te, che ti stai beatamente facendo i fatti tuoi così: “tuo figlio è uno sfigato”.

E allora no, cari miei, mi dispiace.

Lì parte tutta quella serie di insulti ben articolati e mai sfacciatamente volgari che avevi maturato in tutte le fasi precedenti, si innesca il flusso di coscienza per cui cominci a dirgli quello che veramente pensi di lui incurante di chiunque vi stia intorno; un esempio pratico: “sei un’inutilia, non servi a niente, ma che problemi hai? Non hai altri modi per ottenere attenzione, tipo fare qualcosa nella vita? Non hai una moglie a cui rompere le palle? Ah già sì, ce l’hai ma lei non ti caga e ti ha messo le valige davanti alla porta al secondo mese di matrimonio, ma prova così tanta pena per te che ti tiene solo per pagare le bollette, portare i figli dove lei non ha voglia e fare l’abbonamento annuale alla spa e allo stabilimento balneare. Non si ricorda nemmeno più come sei fatto e che suono abbia la tua voce di merda perché tanto non ti ascolta. Ora capisco perché vieni da me, vuoi sembrare sicuro, superiore. Sei un inutile essere umano di merda, sparisci”.

Ecco, quello è il momento in cui spariscono davvero, ti salutano da lontano quando ti incontrano e ogni volta che ti si avvicinano, anche solo per chiederti che ora è, tu rispondi “vaffanculo”.

Cari Denigratori, ma fatela un po’ finita va’, che siete talmente scemi, illusi e ridicoli che non vi rendete nemmeno conto che tutto il mondo vi prende per il culo, compresi gli uomini che si possono dire tali.

L’unica cosa in cui riuscite bene nella vita è stare sul cazzo alla gente, a tutti, ma proprio tutti. Venite continuamente usati per scopi personali, vi illudete di servire a qualcosa, dopodiché tornate alla vostra solitudine abissale perché siete boriosi, chiunque vi abbandona e invece di metterci una pezza, andate a fare i fantastici nei modi più stupidi e sbagliati che esistano. Insomma: chi è causa del suo mal, pianga sé stesso. E vaffanculo.

 

 

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