Vico Paglia Style: la Rivincita del Rock

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Vico Paglia Style, la rivincita del rock!

Ed ecco che mi tocca parlare del “Vico Paglia Style”. Non so bene se definirlo uno stile di vita o una band, credo la prima. Parlo a vanvera volutamente, sull’onda dell’entusiasmo. Non li conosco molto bene, li ho sentiti suonare qualche volta al Naim’s Open Mic at Liggia Pub e mi sono subito appassionata a quell’animo rock che non esiste quasi più, a due ragazzi in particolare, non me ne vogliano gli altri, quali Eugenio Ruocco, che ha un groove bestiale alla batteria, ma suona tutto quello che gli capita e Francesco Ciapica, voce ruvida, intensa, anche lui suona un po’ quello che gli passa davanti ( mi ha dato il colpo di grazia con Life on Mars), presenza scenica da grande rocker, sguardo da “me ne sbatto di te, fanculizzati, ti amo”. Insomma quello che ho sempre vissuto in prima persona, come cantate e come pubblico.

Troppo sentimento nostalgico e romantico ultimamente, troppi ragazzi lirici, scolastici e un po’ troppo depressi, troppi virtuosismi, sia vocali che nei testi, troppa demagogia. Lo so, serve anche questo, a volte mi piace pure e molti dei musicisti che seguono questo filone sono davvero in gamba, ma i miei gusti personali pendono per l’ignoranza.

A me serve il trash, mi serve l’autoironia, il coraggio, la passione che va oltre a quello che pensa la gente, ho bisogno di vedere persone che suonano perché gli piace e come gli piace, anche se forte, anche se non come andrebbe fatto, senza aver definito tutto, senza star a vedere il pelo nell’uovo.

Io adoro il Vico Paglia Style. Ora, non so dirvi che età abbiano, e non m’informo su questo per non sentirmi anziana, o troppo anziana dentro per avere la mia di età (probabilmente quando avevo i loro anni avevo anche già tutti e due i figli), ma li invidio. Invidio il fatto che si siano trovati una cameretta dove suonare tutti insieme, gente che viene da altre band, gente che passa da lì, gente che chiede di suonare e suona, adoro che siano così fancazzisti quanto propositivi e produttivi.

Invidio il loro continuo macchinare idee e performaces e farle! Last but not least l’ormai famosa rivisitazione genovese del rooftop concert di Savile Row dei Beatles, ultima volta in cui abbiamo purtroppo sentito suonare i Fab Four dal vivo insieme. Una figata!!! Per questo mi sono sentita in dovere di esprimermi a riguardo. Volevo andare e partecipare, ma l’orario mi era ostico, ho cercato video testimonianti l’evento e li ho trovati quasi subito, per chi si è perso l’impresa, ecco quello ufficiale QUI. Ho percepito una voglia di fare, osare, organizzare che mi ha infuso entusiasmo. Insomma, mi sono anche un po’ emozionata pensando che avrei voluto farlo io, ma che comunque finalmente qualcuno a Genova l’ha fatto e l’ha fatto bene!

Questi ragazzi possono sembrare artisti scapestrati che chiedono spicci agli angoli delle vie (vedi UGA Busking Corner), ma sono organizzatissimi in iniziative culturali di ogni genere, che comprendono pittura, musica, scrittura, e sanno benissimo come muoversi con la stampa e i mezzi divulgativi, studiano e si impegnano per raggiungere i propri obiettivi con una determinazione davvero invidiabile.

Qualcuno di loro sicuramente sarà anche un minchione casinaro, almeno spero, ma sostanzialmente, sanno quello che fanno.

Tutti questi ragazzi, minchioni o meno, fanno parte di una nuova realtà genovese, che mi ha lasciato a bocca aperta solo per il fatto che esista, vi consiglio di cliccare sul link e visitare la loro pagina facebook per capire che forse le cose si muovono anche nella vecchia Genova, una realtà che si chiama UGA Unione Giovani Artisti

UGA Unione Giovani Artisti
UGA Unione Giovani Artisti

Questo progetto, nato e creato dal nulla da questi ragazzi che suonano, scrivono, compongono, pitturano, disegnano, è qualcosa di davvero stupefacente e lodevole, soprattutto alla loro età; ciò dimostra la loro grande intenzione, consapevolezza e il loro amore per l’arte e la cultura.

Spero davvero che la premiata ditta Vico Paglia Style diventi un modello di aggregazione e libertà, di espressione di sé stessi senza catene e luoghi comuni, di allegria, di positività, di gioia e passione per quello che si fa. O senza tante pretese, che resti quella stanza dalla quale escono idee grandi e piccole, sceme o geniali. Nel mentre, cerco un momento per passare a trovarli e fare due pezzi…e osservo le loro prodezze, insieme alle novità dell’UGA…TO BE CONTINUED

Concludo con questa chicca: Ascanio Arabian version

Salva

Comments

comments

3 thoughts on “Vico Paglia Style: la Rivincita del Rock

  • 05/02/2016 at 00:32
    Permalink

    Un bellissimo gesto d’amore queste tue parole verso questi ragazzi che sentono la musica, il rock, come qualcosa che fa parte delle loro scelte, del loro modo di vivere. Da genitore di Francesco e Fausto so bene a che prezzo continuano a portare avanti le loro idee. Perciò grazie per le tue parole così semplici e sincere, sono quanto di più bello abbia letto sul loro conto. Gli hai fatto un grande dono. Spero di poterti incontrare prima o poi. Silvio

    Reply
    • 05/02/2016 at 06:56
      Permalink

      Grazie mille, ora mi commuovo…ci incontreremo di sicuro!

      Reply
  • 05/02/2016 at 14:17
    Permalink

    Vico Paglia, anche senza strisce pedonali, una piccolai traversa di Abbey Road!

    Reply

Cosa ne pensi? Rispondi qui!