Aborto e diritto di scelta: è ora di incazzarsi.

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Aborto: un tema sempre difficile da affrontare per le persone con coscienza e intelletto.

L’aborto in questi giorni è diventato propaganda, la vita e la morte si sono trasformate in paroline da buttare quà e là in campagne politiche vergognose, per suscitare un po’ di scalpore, indignazione a caso, urla e proteste.

Quello che è successo a Verona, ora anche “città della vita” (per approfondimenti QUI), forse non avrà grosse implicazioni in termini di legge, ma ha una valenza politica e ideologica fortissima. Io l’ho percepito come un monito: state attenti, perché come vi abbiamo dato i diritti, domani ve li togliamo.

Io vorrei, nel mio piccolo, minuscolo angolo di web, fare una riflessione, non tanto su questi politici che non hanno capito assolutamente quale sia il proprio ruolo, ma su di noi, persone normali, donne normali.

Come è possibile che sia successa una cosa simile? Com’è possibile che ad un consigliere comunale possa passare anche per un solo istante nella mente, l’idea di portarci via un diritto per cui si è lottato e senza il quale molte donne sono e sarebbero morte?

Semplicissimo: perché abbiamo deciso noi di dargli questo potere. Lo abbiamo fatto noi non ascoltando, nutrendoci di meme e fake news, focalizzandoci solo su quella paura che ci toccava in prima persona e nient’altro. Abbiamo chiuso gli occhi.

L’aborto è una questione di coscienza, di etica, di fede, tutto quello che volete, ma in un paese civile, dove si presume le persone abbiano studiato e siano culturalmente evolute, non è ammissibile che un politico decida di mettere davanti la propria fede al volere del popolo, che sia tutto o una minoranza.

Questo non è accettabile e non lo è nemmeno che questa gente occupi dei posti importanti perché non abbiamo voluto vedere, perché in quel momento ci faceva comodo mandare a casa gli immigrati tutti, ma non ci è venuto in mente che nostra figlia potrebbe rimanere incinta a 14 anni o che il nostro futuro bambino potrebbe nascere con delle malformazioni che lo ucciderebbero tra atroci sofferenze dopo qualche giorno dalla nascita. No, perché pensiamo solo al nostro culo, qui e ora, giusto?

La legge 194 che regola l’aborto è stata votata dal Parlamento nel 1978 e confermata nel 1981 tramite referendum abrogativo (ovvero: NO, non vogliamo che la legge venga abrogata) con il 79.41% di affluenza (bei tempi andati quelli in cui il popolo si interessava di sé stesso) e con una percentuale di NO pari all’88.42%. Ha quindi pieno diritto di esistere e di non venire interpretata o lateralmente minata da NESSUNO.

L’aborto è una questione talmente delicata e femminile che un uomo non dovrebbe nemmeno pronunciarsi su questa questione.

Forse sarà poco democratico, poco paritario, ma un uomo non sa che cosa significhi una gravidanza, non solo per il corpo, ma anche per la psiche, e mai lo potrà capire a meno che non vengano inventate le gravidanze maschili in futuro (se così fosse, non ne resterebbe uno in vita).

Un uomo non potrà mai capire il legame ancestrale che una donna ha col feto, con la creazione che prende forma dentro il suo corpo, è un dato di fatto e non una discriminazione. Vogliamo quindi lasciare il diritto di decidere su questo ad un drappello di uomini prepotenti e maschilisti? Pensateci un attimo, fate montare dentro di voi la rabbia, rendetevi conto che qualcuno sta decidendo per voi, del vostro corpo, della vostra essenza, vi sta imponendo una limitazione alla libertà di scelta, di pensiero. Se non vi sentite mancare l’aria qualcosa non va.

Ora vi chiedo: ma perché non vi incazzate tutte? Almeno voi donne? Perché?

Non si tratta di questioni di principio o di valori religiosi, ma di diritto di scelta, di libertà. Tu cattolica, puoi scegliere di non abortire perché dio ha detto così, lo stesso devo poter fare io, che prendo le mie decisioni secondo coscienza e circostanze.

Io non sono pro-aborto, né pro-life, io sono pro-scelta, pro-libertà. Chi cerca di levarci anche solo un minuscolo pezzettino di quelle libertà che abbiamo faticosamente conquistato è una minaccia vera e propria, per tutti. Chi vuole controllare il nostro utero non ci da valore come persone, ma solo come macchine procreatrici, siamo solo funzionali agli scopi ricreativi e evoluzionistici degli uomini? Pensate questo di voi stesse donne?

E allora perché non vi incazzate? IO SONO INCAZZATA NERA!

Non posso permettere che la figura femminile venga ricondotta ad un contenitore, che la sua vita venga decisa da un uomo o dal destino. Non lo posso permettere per me e nemmeno per mia figlia.

Smettiamola di incolpare Tizio e Caio per questi scempi di estemporaneo controllo pseudo dittatoriale, perché NOI lo abbiamo reso possibile. Risvegliate le vostre coscienze, che siate uomini o donne, riprendetevi le vostre vite e valutate con l’intelligenza chi dovrà essere il prossimo a sedersi sulla poltrona di un consiglio comunale o del Parlamento, perché potrebbe portarvi via tutto con una firma, in un attimo, e nemmeno ve ne accorgereste fino a quando quella libertà la sentirete mancare voi stessi.

Aprite gli occhi e guardatevi intorno, non ci siete solo voi.

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